Il 22 luglio papa Francesco è arrivato in Brasile per partecipare alla giornata mondiale della gioventù, un evento che si celebra ogni due anni e che raccoglie migliaia di giovani cattolici del mondo. In Brasile, dove i cattolici sono 120 milioni, ci si aspetta che parteciperanno all’evento almeno un milione di fedeli da 170 paesi. Durante la prima visita del papa argentino in un paese latinoamericano, centinaia di persone sono scese in strada contro i costi della visita papale che ammontano a circa 40 milioni di euro. Le manifestazioni sono avvenute mentre il papa doveva incontrare la presidente brasiliana Dilma Rousseff a Rio de Janeiro.

La polizia ha usato gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere i manifestanti, che a loro volta hanno lanciato alcune molotov. Ci sono stati scontri e sono rimaste ferite almeno sette persone, tra cui un fotografo dell’agenzia France Presse. Al termine della manifestazione sono state fermate e interrogate cinque persone.

Gli eventi principali della giornata mondiale della gioventù si terranno a Copacabana dal 25 e 28 luglio e si temono altre manifestazioni proprio in quei luoghi.

Una visita blindata. Le autorità brasiliane hanno aumentato le misure di sicurezza durante la visita del papa. Bergoglio da parte sua ha rifiutato di usare un autoveicolo blindato per spostarsi, malgrado le preoccupazioni della polizia brasiliana. Durante la visita del pontefice saranno impegnati nella sicurezza circa 30mila agenti tra esercito e polizia.

Intanto è stato trovato un ordigno esplosivo artigianale nel bagno del parcheggio del santuario di Aparecida, dove Jorge Bergoglio si recherà in visita il 24 luglio. La bomba è stata disinnescata e non ha suscitato particolari preoccupazioni.

Un portavoce della polizia militare di São Paulo ha precisato che l’esplosivo era “insignificante e di scarsa potenza” e che si trovava in una zona non interessata dalla visita dal pontefice.

Un mese di proteste contro la corruzione. In Brasile le proteste vanno avanti da almeno un mese: migliaia di persone sono scese in strada nelle principali città del paese contro la corruzione e gli sprechi di denaro pubblico per il torneo Confederations cup, per i Mondiali di calcio e le Olimpiadi e per chiedere servizi pubblici migliori e più economici.

Da un articolo di Internazionale