Brazilian presidential candidates debate

Dilma Roussef sulla difensiva, Marina Silva disinvolta e convincente secondo le prime rilevazioni. E’ il succo del primo dibattito televisivo fra la presidente in carica del Brasile e la sua sfidante più pericolosa in vista delle elezioni del 5 ottobre. Lo confermano i sondaggi, che danno ora Marina – attenta a evitare polemiche dirette e a mostrarsi quasi una figura super partes nel dibattito – vincente in un ipotetico ballottaggio con Dilma: nelle intenzioni di voto per le presidenziali del 5 ottobre Marina Silva ha infatti raggiunto Dilma Rousseff.  Secondo un sondaggio pubblicato il 26 agosto, in Brasile l’ecologista Marina Silva sarebbe in vantaggio alle elezioni presidenziali di ottobre rispetto alla presidente uscente Dilma Rousseff del Partito dei lavoratori. Una notizia che ha avuto un effetto destabilizzante sui dirigenti del Partito dei lavoratori e sui mezzi d’informazione brasiliani. Secondo il sondaggio dell’istituto Ibope, l’attuale presidente Dilma Rousseff prenderebbe il 34 per cento dei voti al primo turno il 5 ottobre, in vantaggio rispetto a Marina Silva del Partito socialista che prenderebbe il 29 per cento. Ma nel caso di un secondo turno, secondo il sondaggio, Marina Silva avrebbe molte possibilità di vincere e potrebbe prendere il 45 per cento dei consensi contro il 36 per cento della presidente uscente.

Non era previsto che Marina Silva si candidasse alle elezioni, ma quando Eduardo Campos, candidato del Partito socialista brasiliano (Psb), è morto in seguito a un incidente aereo, Silva, ex ministro dell’ambiente del governo Lula, ha preso il suo posto.

Secondo i sondaggi, Campos non avrebbe preso che il 9 per cento dei voti, infatti non era molto noto al grande pubblico, mentre Marina Silva è un volto molto conosciuto dai brasiliani per la sua lunga attività politica. Senatrice, ex ministra dell’ambiente, evangelica, aveva già sfidato la presidente Rousseff nel 2010 senza successo. Se dovesse vincere metterebbe fine a vent’anni di egemonia del Partito dei lavoratori nel panorama politico brasiliano. Sarebbe anche la prima volta che un afrobrasiliana diventa presidente in Brasile e anche la prima volta che un’evangelica diventa presidente in un paese a maggioranza cattolica, dove però gli evangelici sono in crescita. Gli afrobrasiliani sono il 50 per cento dei 200 milioni di abitanti del Brasile.

Marina Silva conquista i voti soprattutto degli indecisi. Nel primo dibattito televisivo tra i candidati che si è svolto il 26 agosto nella canale tv Bandeirantes, Marina Silva è apparsa più incisiva, mentre Rousseff sembrava sulla difensiva. Rousseff governa il Brasile dal 2010, quando Luiz Inácio da Silva, uno dei presidenti più amati della storia del Brasile, l’ha indicata per susseguirlo.

Il rallentamento della crescita economica e l’aumento dell’inflazione hanno reso il governo di Rousseff meno popolare, inoltre nei mesi che hanno preceduto i Mondiali il Brasile è stato attraversato da movimenti di protesta che chiedevano un maggiore impegno del governo per la scuola pubblica, per i trasporti e per l’accesso della popolazione ai servizi e che contestavano le spese sostenute dal paese per i Mondiali stessi.

Silva, durante il dibattito, ha promesso una nuova politica che esca dal bipolarismo brasiliano e accusato Dilma Rousseff di “non aver avuto una visione strategica” in grado di sostenere la crescita economica brasiliana dopo il boom.