Linee parallele che s’incrociano con forme rotonde. Bianchi e neri smistati da piccoli segni rossi. Avrebbe dovuto essere l’ennesimo gioco di colori e disegni di Havaianas, si sta trasformando in un rompicapo giuridico. Le testure dell’ultima collezione, gli Havaianas Tribos, sono decisamente etniche. Forti e mistiche ricordano i tatuaggi disegnati sui corpi e sui volti durante le cerimonie sacre. La leggerezza di cui il marchio brasiliano è simbolo dagli anni Sessanta, è data dal laccio dell’infradito: rosso sul nero e nero sul rosso. Le ha disegnato un indiano Yawalapiti, popolazione dell’ Haut-Xingu, sul Mato Grosso, nel sud dell’Amazzonia brasiliana. La nuova collezione di infradito, che avrebbe dovuto essere a tiratura limitata, è stata lanciata con un video promozionale con grafica e protagonisti Yawalapiti. Immediatamente contestato sui social network da alcuni attivisti indigeni seguiti dai capi tribù.

L’accusa è di violazione dei diritti d’autore degli Xingu, l’insieme delle popolazioni indigene della regione. Ora la Alpargatas (la società proprietaria del marchio) si trova al centro di un imbroglio sulla proprietà intellettuale. L’azienda ha dimostrato di aver acquistato i diritti da Anuiá Yawalapiti, indigeno incontrato durante l’ultimo Meeting delle culture tradizionali nel villaggio di Sao Jorge. E per il diritto di riproduzione delle sue illustrazioni su 10mila paia di infradito gli hanno pagato 7.500 dollari. I simboli indigeni non sono proprietà del singolo. Chi ha firmato il contratto, anche se appartiene all’etnia, non è il capo. E anche se lo fosse stato, sostengono i giuristi specializzati nella proprietà intellettuale, avrebbe dovuto consultare i capi delle popolazioni dell’ Haut-Xingu( sono 15 tribù). «Non sapevo che dovevo chiedere l’autorizzazione a tutti i capi per i mie disegni», si è difeso Anuía. Putroppo per lui il diritto d’autore indigeno è un diritto collettivo. E la grafica delle Havaianas Tribos, anche se disegnata dalla mano di una sola persona, riporta elementi che ritornano e appartengono ai segni distintivi dei gruppi etnici della regione.

Secondo gli avvocati che rappresentano le tribù il contratto firmato dalla gruppo Alpargatas va annullato e poco importano le clausole firmate da Anuiá. Per un accordo del genere avrebbe dovuto essere seguito da un avvocato che rappresenta i diritti dei Yawalapiti. Imbrogli riguardanti i diritti di proprietà dei popoli indigeni sono comuni in Brasile. In genere non sono oggetto di riflessione e attenzione dei media come in questa occasione. Le polemiche più comuni riguardano la distinzione tra ciò che copia o riproduzione e quello che invece piò essere ispirazione e riferimento.

I disegni di Anuiá erano stati manualmente realizzati da lui. La sua cultura, però, non è solo sua. Per il momento non indosseremo le infradito tribali.