L’ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, condannato il 12 luglio a nove anni e mezzo di carcere per corruzione, ha dichiarato che non intende arrendersi. Secondo il giudice Sergio Moro, titolare dell’inchiesta Lava jato, Lula è colpevole di aver ricevuto tangenti pari a 3,7 milioni reais (poco più di un milione di euro) in parte riciclati nella ristrutturazione di un attico di lusso a Guarujà, sul litorale di São Paulo. Il giudice ha dichiarato l’ex presidente brasiliano interdetto dai pubblici uffici per 19 anni e quindi non potrebbe candidarsi per le presidenziali del 2018. La decisione tuttavia entra in vigore solo una volta esauriti tutti i gradi di giudizio.