Il 23 maggio 2014 più di cento poliziotti hanno fatto irruzione in un edificio a Niterói, vicino Rio de Janeiro, in Brasile. Nell’edificio si trovava un bordello, dove si prostituivano circa 300 donne.

Durante la retata la polizia ha picchiato e stuprato le donne; più di cento di loro sono state arrestate per essere interrogate e sono stati messi i sigilli all’edificio. Ma la polizia non aveva nessun mandato per entrare nella casa, come hanno denunciato i legali delle prostitute.

Il fotografo Giorgio Palmera ha incontrato Isabel, una delle ragazze picchiate, e ha realizzato un reportage multimediale sulla sua storia insieme a Ivano De Luca.

Isabel ha denunciato i fatti di cui è stata vittima insieme alle sue compagne e ora teme le eventuali ritorsioni della polizia.

Secondo uno studio di Amnesty international, pubblicato a maggio del 2014, l’80 per cento dei brasiliani ha paura di subire torture compiute dalla polizia. In un sondaggio svolto in 21 paesi, il Brasile è emerso come quello dove la popolazione teme di più le forze dell’ordine.

A Rio de Janeiro la situazione è peggiore che nel resto del paese: tra il 2013 e il 2014 il numero di persone uccise dalla polizia è cresciuto del 69 per cento. Nel 2008 è stato istituito un corpo militare speciale – le unità di pacificazione – che dovevano servire a riportare l’ordine e a rendere più sicure le favelas. Secondo Amnesty international nel 2014 le denunce di violenza gratuita ed efferata compiuta dalla polizia sono aumentate soprattutto in relazione agli interventi militari nelle favelas e durante le proteste contro i Mondiali.

Da un articolo di Internazionale