Dopo tanti anni c’è ora una possibilità che l’ex terrorista Cesare Battisti possa scontare la sua pena in un carcere italiano. Sul caso di Battisti «il ministero ha attivato tutti i canali diplomatici. Aspettiamo di capire le conseguenze di una sentenza che non è definitiva» e di sapere in che Paese sarà espulso ma «se il provvedimento sarà confermato, auspichiamo che consenta di dar luogo a una richiesta di estradizione, che abbiamo già fatto da tempo» ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

«Valuteremo la pronuncia definitiva delle autorità brasiliane – ha aggiunto Orlando a margine della registrazione di una sua intervista a Porta a Porta – Il provvedimento, se confermato, non porterebbe ad un’estradizione, ma ad un’espulsione verso Paesi che sono ipotizzabili. Noi auspichiamo invece che il provvedimento consenta di dar luogo a una richiesta di estradizione, che abbiamo fatto da tempo: il problema è parlare alla luce di questo provvedimento, perché l’istanza andrebbe rivolta non al Brasile, ma ad un altro Paese».

A seguito della sentenza di un tribunale l’ex terrorista del gruppo eversivo Proletari armati per il comunismo, condannato in Italia per omicidi commessi negli anni di piombo, potrebbe infatti essere espulso dal Brasile, dove nel 2009 ottenne lo status di rifugiato politico. Battisti potrebbe essere espulso in Francia o in Messico e potrà ricorrere in appello contro la sentenza. Prima di fuggire in Brasile Battisti ha abitato per diversi anni proprio in Messico e poi in Francia. Il pronunciamento della Corte federale brasiliana annulla lo status di rifugiato politico dell’ex terrorista, considerato uno straniero irregolare sul territorio del Brasile.