GOIAS
L'Associazione Modena Terzo Mondo sostiene da anni molti progetti in diverse
citta' del Goias.
Presentiamo questi progetti raggruppandoli per comodita' in un
paio di sezioni: la prima e piu' vasta, denominata in maniera generica "Goias",
contiene tutti i progetti che seguiamo nelle cittadine di Goiás Velho, Itaberaí ed
Itapirapuã; la seconda, "Goiania", raccoglie i progetti sostenuti nella citta'
omonima, capitale dello stato.
PROGETTI IN GOIAS:
- CPT (Commissione Pastorale della Terra)
- Casa di Formazione Movimenti Popolari
- Costruzione della cappella Chàcara Paraíso
- Centro São Francisco (centro comunitario e asilo) Itaberaí
- Centro educativo per bambini ed adolescenti di Fernanda Park (CECAFP)
- Scuola popolare don Arrigo Beccari/Cepami (centro pastorale minori)
- Centro Polivalente Itapirapuà
- Scuola alfabetizzazione accampamento – MST e CPT Itapirapuã
- Associazione delle famiglie per raccolta differenziata Rifiuti Itapirapuã
Contesto
Lo stato di Goiás è il più centrale fra gli stati del Brasile; negli anni ‘60, una porzione del suo territorio, a est, è stata ceduto al governo federale per l'insediamento della capitale Brasilia. Dal 1934 la città di Goiânia è diventata capitale dello stato di Goiás, ed oggi conta quasi un milione e mezzo di abitanti. Prima di Goiânia, la capitale era la cittadina di Vila Boa di Goiás, conosciuta anche con il nome di Goiás Velho (vecchio), oggi Patrimonio della Umanità, pregevole e famosa per l'architettura coloniale, i fiumi balneabili, le cascate, le strutture di agriturismo, una bellissima comunità di monaci Benedettini e tante chiese in stile d'epoca. É anche la sede della Diocesi di Goiás che comprende circa 23 comuni (ovvero 23 parrocchie).
L’origine del Goiás è molto legata a San Paolo: furono i paulisti, cercatori d’oro e d’indios, ad arrivare per primi in Goiás nel XVII secolo, nel periodo conosciuto in Brasile come quello della 'corsa all’oro'. Quando l’oro cominciò a scarseggiare, l’economia si spostò su altre fonti: sull’agricoltura (fra le coltivazioni principali vi sono riso, mais, fagioli, soia, arance), sull’allevamento del bestiame (bovini, suini, ovini, equini) e sull'attività di estrazione dei minerali (fra cui l'amianto, il calcare e soprattutto diamanti e oro).
Solo recentemente, oltre all'estrazione dei minerali e all'agricoltura, ha mosso i primi passi l'industria alimentare e metallurgica. Lo Stato di Goiás occupa una area di circa 341.289,5 kmq, con circa 6 milioni di abitanti. Ha un clima tropicale, con periodi ben distinti: l'estate, da dicembre ad aprile, che coincide con la stagione delle piogge e l’inverno, da maggio a fine agosto, che coincide con la stagione secca. Il rilievo orografico è caratterizzato da un altipiano centrale il cui suolo è molto fertile, la parte geologicamente più antica del Brasile, coperta da savana (cerrado), bagnato dai fiumi Araguaia e Tocantins.
L’Araguaia è il fiume più frequentato dai turisti che trascorrono il periodo delle ferie nei campeggi sulle spiagge delle sue rive. Nella stagione secca, oltre al citato fiume, sono gradite anche le acque termali a Caldas Novas e Rio Quente, la cittadina di Pirinopolis molto caratteristica con una infinità di cascate nella zona e l'eco-turistica Chapada dos Veadeiros. Nonostante un'apparente abbondanza di cibo e un serie di bellezze naturali e turistiche, vivono in Goiás tante persone bisognose, prive dei loro diritti più elementari.
Soprattutto si segnala il fenomeno della urbanizzazione della popolazione, gente sradicata dalla terra che, con la speranza di una vita migliore, raggiunge la grande città, dove il sogno si infrange in una vita nelle baracche della periferia fra miseria e infinite difficoltà. Il Goiás è anche conosciuto per due aspetti in particolare: il possesso della terra da parte dei grandi proprietari terrieri latifondisti, e la lotta per la medesima terra da parte dei piccoli contadini senza campi da coltivare. In questo contesto, la città di Goiás Velho è considerata la culla degli “asentamenti”, gli accampamenti dei senza terra. Appoggiati soprattutto dalla Diocesi di Goiás (CPT), questi contadini si organizzano in cooperative, associazioni, movimenti ecc. e lottano in maniera organizzata per arrivare ad ottenere dallo stato federale l'agognata riforma agraria.
È in questo contesto che da 13 anni opera l’associazione Modena Terzo Mondo, appoggiando ed aiutando numerosissimi progetti a Goiânia e nella Diocesi di Goiás (che mantiene da 40 anni un gemellaggio con la diocesi di Modena, anche grazie a numerosissimi Missionari modenesi che vivono o hanno vissuto laggiù). Il sostegno è soprattutto destinato ai bambini, ai contadini senza terra, ai più poveri, agli alcolizzati e tossicodipendenti, alle comunità di base anche attraverso la creazione di mezzi di comunicazione ed informazione alternativi.
I progetti sviluppati nascono sempre dalle comunità locali e tramite i missionari modenesi l’associazione cerca di dare una mano per fare diventare possibile il diritto di vivere in un mondo più giusto, più equo, solidale, dove tutti hanno il diritto di fare colazione, pranzo e cena ogni giorno.
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CPT (Commissione Pastorale della Terra)
Città di Goiás Velho (Diocesi di Goiás) - Borse di studio - Sostegno alla pastorale della terra
Il progetto ha lo scopo di divulgare informazioni alla popolazione, attraverso video e bollettini, circa la situazione degli accampamenti dei senza terra e, soprattutto, circa i principi che muovono le loro organizzazioni. Con queste attività si raccoglie il bisogno dei piccoli contadini e dei loro movimenti di far sentire la propria voce, quella che i mezzi di informazione ufficiali quasi sempre distorcono ottenendo il risultato di trasmettere alla gente idee faziose e spesso violente dei senza terra.
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Progetto Radio Vila Boa FM: per una comunicazione democratica in Brasile
Città di Goiás Velho (Diocesi di Goiás)
Contesto
Le emissore di radiodiffusione comunitaria sono un fenomeno recente nella storia del Brasile. Ricevettero ufficilamente il permesso di funzionare a partire dal 1998. Trasmettono in FM a bassa potenza e copertura. Devono attendere alle necessitá culturali, sociali, educative, di svago e servizio alla comunitá che riceve il segnale. E’ una loro funzione anche quella di servire come laboratori per studenti di comunicazione e giornalismo. Stazioni di radio comunitarie non possono operare con a scopo di lucro, sopravvivendo con pochissimo budget. Devono tralaltro intuire quali sono le esatte prioritá e i desideri della comunitá che, per quanto piccola, puó presentare diverse tendenze culturali e sociali.
Radio Vila Boa FM: radio comunitaria nella comunitá vilaboense
La Radio Vila Boa è una radio alternativa, comunitaria e non commerciale. Lo scopo è dare voce a tutti i cittadini e alla società civile organizzata, dando spazio ai loro punti di vista, alle loro proposte e riflessioni critiche. Con il sostegno di Modena Terzo Mondo sono state costruite la sala d’incisione, la cabina di regia e sono state fornite le attrezzature per la trasmissione della musica: la radio oggi ha il 60% degli ascolti. Per tutti i dibattiti trasmessi lo statuto prevede la 'par condicio' nel rispetto della democrazia Da cinque anni ogni mattina Radio Vila Boa lavora per le migliaia di ascoltatori che aspettano l’inizio delle trasmissioni con l’impegno di reppresentare e rispondere alle necessitá della comunitá vilaboense.
Molti, la maggior parte, fanno della trasmissioni di questa radio parte della loro routine quotidiana. Ma le persone sono così tante e le comunitá così segmentate che risulta effettivamente difficile accontentare tutti. Sono creati spazi per le manifestazioni culturali locali, dando cosí prioritá alla musica locale, alle notizie locali e ad eventi comunitari. Viene anche valorizzata l’espressione religiosa dei gruppi che ritengono necessario usare il mezzo radiofonico come quella di gruppi organizzati politicamente e socialmente. Eventi civici, relazionati alla cittadinanza, al diritto d’espressione e alle necessitá fondamentali del cittadino ricevono particolare attenzione nella programmazione di Vila Boa FM. Appoggio incondizionato viene dato a situazioni di emergenza vissute dalla comunitá. Nel marzo 2007 per esempio, quando forti pioggie danneggiarono totalmente o parzialmente case di famiglie indigenti nella zona piú povera della cittá.
I cittadini usarono i microfoni della radio per sensibilizzare la popolazione riguardo le necessitá delle vittime. A partire dalla programmazione di Vila Boa FM autoritá politiche coinvolte nel volontariato manifestarono la loro opinione e dichiararono il loro appoggio per la ricostruzione delle abitazioni. Campagne per la distribuzione di alimenti ed abiti hanno costituito parte integrante della programmazione. Commercianti e cittadini comuni sono stati chiamati a fare donazioni di alimenti da inviare ai bisognosi. Gli organismi ufficiali che lavorano per il benessere dei cittadini si sono avvalsi del potere della comunicazione per avvisare dell’arrivo di beni e della loro eventuale distribuzione.
Obiettivo generale
Dare visibilitá alle esigenze della comunitá vilaboense e voce alla comunitá stessa.
Budget
I programmi sono finanziati dai vari movimenti sociali: non ci sono pubblicità private. Fra i partner della radio ci sono la Diocesi di Goiás, CPT, MPA. Modena Terzo Mondo ha sostenuto l’ampliamento della struttura.
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Scuola Famiglia Agricola
Città di Goiás Velho (Diocesi di Goiás)
Progetto: Pedagogia della alternanza nella Scuola Famiglia Agricola di Goiás.
La scuola famiglia agricola è una associazione di genitori e figli, senza scopo di lucro, con finalità educative e pedagogiche, nata nel 1992. L’obiettivo della Scuola è impedire che i giovani figli di contadini si sradichino della loro terra. La metodologia della scuola è quella dell'alternanza: per 15 giorni i ragazzi studiano con applicazioni teoriche e pratiche la cultura della loro terra nella scuola e per 15 giorni restano nelle loro case, con i loro genitori, per mettere in pratica e condividere con loro ciò che hanno appreso, collaborando con la famiglia e con la comunità a migliorare le tecniche di lavoro.
Quest’anno la Scuola conta 151 alunni divisi tra Scuola media inferiore, superiore e Scuola professionale. Questo progetto raggiunge circa 98 famiglie di contadini provenienti da 16 comuni della regione. Grazie al sostegno dell'associazione Modena Terzo Mondo e del comune di Formigine la scuola ha ricevuto nuova linfa e ha ottenuto un finanziamento pubblico che ha permesso la realizzazione di molte migliorie. In tutto il Brasile ci sono solo 20 scuole come questa.
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Casa do Migrante
Città di Goiás Velho (Diocesi di Goiás)
Realtà sociale
La cittá di Goiás, dopo aver ottenuto il titolo di Patrimonio dell’Umanitá, divenne un gran centro di migrazioni. Le persone che arrivano per migliorare le proprie condizioni socio-economiche e culturali hanno bisogno di appoggio nel riscattarsi dalla loro condizione di cittadini attraverso l’integrazione e la promozione sociale. La cittá di Goiás inoltre deve affrontare tutti i principali problemi comuni a tutto il Brasile: disoccupazione, mancanza di terra, salute ed educazione per i giovani. La soluzione trovata, principalmente per i lavoratori senza terra e disoccupati, fu quella di inserirsi nel processo di Riforma Agraria, consideradola uno dei movimenti piú forti del comune. Il risultato é che il comune di Goiás ha ora 22 insediamenti. Questo è uno dei motivi dell’aumento del flusso migratorio di persone da altri comuni verso la cittá di Goiás. La maggior parte delle famiglie insediate non hanno residenza nella cittá e nel caso sorgano problemi di salute o di di altra natura non hanno neppure dove passare la notte.
Storia della casa
La Diocesi di Goiás, assieme alla Pastorale del Migrante, dopo aver assistito centinaia di persone povere costrette a un costante esodo ha deciso di creare un centro di accoglienza, chiamato “Casa del Migrante”. La struttura, inaugurata il 18 Febbraio del 2000, è nata essenzialmente per dare appoggio ed assistenza a persone indigenti che giungevano dalle campagne nella città di Goias per visite mediche o per stare vicino ad un famigliare ricoverato nell'ospedale cittadino. Il centro ha poi iniziato ad accogliere persone di altri stati brasiliani, emigrati in città per cercare fortuna e per inserirsi nel mondo del lavoro artigianale e turistico, in particolare dopo la promozione della città dell'UNESCO a Patrimonio dell'Umanità. La struttura riesce ad accogliere fino a 30 persone.
Obiettivo
Ricevere le persone migranti, pellegrini\e bisognosi, accogliendoli nelle loro differenze e facilitando la loro integrazione nella comunitá e nella societá locale garantendo un trattamento umano e degno.
Metodologia
Si cerca di conservare lo spirito missionario nell’ accoglienza. Nell’accogliere queste famiglie povere in movimento é come se si accogliesse il Cristo Pellegrino garantendo un tratamento umano. Attraverso studi e riflessioni, si cerca di far comprendere le cause, le conseguenze e le implicazioni pastorali della mobilitá umana. Per coordinare questo centro di accoglienza, oltre alle Sorelle Scalabriniane, esiste un’ equipe di leigos e leigas scalabrinianos, connessi alla Pastorale del Migrante che, con grande dedicazione, offre servizio volontario nella casa.
Budget e collaborazioni
Si è aperto un piccolo convegno con lo Stato ma nel frattempo il budget destinato all’alimentazione e pagamento delle bollette dell’acqua e della luce arrivano sempre molto tardi. Oltre questa collaborazione la comunitá locale ha contribuito con alimenti. Essendo una contribuzione sporadica ed essendo l’attività del centro costante, la donazione non copre tutte le necessitá della casa. Modena Terzo Mondo, grazie anche al sostegno del comune di Modena, sostiene la casa da circa un anno, contribuendo alle spese di mantenimento della struttura, garantendo lo stipendio e la presenza all’interno della casa di due operatori sociali, che affiancano quotidianamente i venti volontari impegnati nel servizio. Oggi, la casa del migrante si mantiene fedele ai principi per i quali fu creata grazie alla solidarietá di questi gruppi.
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Centro Comunitario Goiás 2
Città di Goiás Velho (Diocesi di Goiás)
Contesto sociale e storia del quartiere
Goiás II é il nome di un quartiere situato nella periferia della città di Goiás. É il settore più distante dal centro – 7 km. Con la donazione di 101 case popolari da parte della Stato in collaborazione con la prefettura, che offrí i lotti e il materiali di costruzione, il quartiere popolare sorse nel 1994, fu inaugurato nel 1995 e oggi già conta 200 abitazioni. Il settore Goiás II ancora non dispone di asili, scuole, punti di salute o pavimentazione nelle strade. La situazione di povertà di questo luogo è considerevole, il disagio sociale molto forte, le alternative poche e delinquenza, droga e prostituzione molto diffusi. Non ci sono importanti attivitá commerciali e c’è un solo agente di salute comunitario. Grazie al lavoro di alcune pastorali della diocesi di Goiás, molte famiglie si unirono nella ricerca di migliori condizioni di vita.
Nella comunità si creò quindi un’ associazione del quartiere, composta dalle famiglie di quel luogo. Seppur di fronte a molte difficoltà, la comunità cerca di realizzare tutti gli anni feste a giugno, a natale, commemora il giorno del bambino e organizza alcune attività per il tempo libero. È utile sottolineare il buon lavoro realizzato dalla pastorale per bambini di 0-6 anni, che fra le altre cose fornisce uno speciale tipo di alimento per combattere la denutrizione. È anche stato sviluppato un lavoro con le gestanti. Di fronte a tante sfide la comunità fin dall’inizio ha cercato di creare migliori condizioni per la socializzazione. L’ anno in cui il quartiere nacque, un gruppo di donne andò fino alla prefettura municipale rivendicando un lotto comunitario per poi costruirci un centro comunitario per il settore. Mesi dopo ricevettero una risposta positiva. Il lotto ottenuto è di 700 m2.
Nascita del centro
A partire da questa importante conquista della comunità, un numero considerevole di famiglie cominciò a organizzarsi per creare le condizioni necessarie alla costruzione del Centro Comunitario. Con l’aiuto di alcune persone e pastorali, l’opera iniziò nel 2002. Da allora le difficoltà non furono poche. Attualmente ci sono le pareti esterne ma l’opera è ferma mancando fondi per il tetto, finestre e porte. Lo scopo del Centro è di essere un punto di riferimento per le famiglie del quartiere in grado di dare loro sostegno e favorire l’integrazione nella comunitá.
Obiettivi
Obiettivo generale:
- Rendere possibile lo sviluppo umano, sociale, culturale, religioso e di svago.
Obiettivi specifici:
- Rafforzare i vincoli di integrazione familiare;
- Mettere a disposizione spazio fisico per la realizzazione di catechesi, riunioni, feste di compleanno, attività religiose, scuole di alfabetizzazione o altre attività affini.
- Portare avanti lavori d’accompagnamento dei bambini denutriti e con le gestanti.
Metodologia
La metodologia di lavoro prevede l’inserimento e la partecipazione del vicinato, lavoro volontaro, visite esterne e fiducia in Dio.
Fondi e collaborazioni
Sono state ricevute donazioni dagli abitanti della cittá e principalmente della NGO Modena Terzo Mondo. Sono state anche organizzate feste sociali con bingo, aste, mercatini dell’usato. La parrocchia Santana ha donato sedie e banchi. Il sogno adesso sarebbe quello di migliorare il centro comunitario, praticamente pronto, aggiungendo un annesso per ricavare sale dove fare corsi di formazione, catechesi e altre attività che promuovano la vita di chi vi risiede.
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Casa di Formazione Movimenti Popolari
(Chácara) Goiás Velho (Diocesi di Goiás)
In sintonia con la lotta dei contadini che si organizzano in piccole associazioni, i movimenti agricoli pensano di costruire una casa che potrà ospitare fino a 25 persone. Primo scopo della struttura è la formazione ai piccoli agricoltori del MST. La chácara (fattoria) è di proprietà del monastero di Goiás; il progetto prevede la promozione di corsi di formazione sulla agricoltura famigliare, ecologica e associativa; corsi di tecniche organiche di trattamenti del suolo e degli animali; formazione per apicoltori e piscicultori in regime famigliare; formazione per gli agenti della pastorale dell’ambiente rurale e incontri di giovani della pastorale rurale. Momenti di convivialità per l’associazione Kairòs (parte del movimento fede e politica nella regione e degli avvocati dei diritti umani della diocesi di Goiás).
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Costruzione della cappella Chàcara Paraíso
La realtà sociale
Il progetto ha come obbiettivo quello di fornire un servizio al Comune di Goiàs e ai 23 Comuni confinanti appartenenti alla Diocesi di Goiàs. La città di Goiàs ha una popolazione di 24 mila abitanti con livelli di disoccupazione e sotto-occupazione uguali all’intero Stato di Goiàs. L’ultimo censimento ha evidenziato una riduzione della popolazione nella città dovuta all’emigrazione dei giovani verso le città vicine alla ricerca di migliori condizioni di vita. Questo deficit di lavoro spinge le persone a trascorrere le notti e giorni nei bar e nelle piazze della città a bere. Atre persone cercano alternative negli accampamenti dei “senza terra” e finiscono per essere espulsi a causa dell’abuso di alcool e droghe. La regione è caratterizzata da lavori temporanei, come nel campo del turismo e nelle piantagioni di canna da zucchero e pomodori, creando così un’oscillazione tra disoccupazione e occupazione.
E’ una regione con un basso tasso di scolarità e molto maschilismo, dove bere è un modo di provare la propria virilità. La società non accetta l’uso di droga ma non crea nessun allarmismo, facendo cadere le colpe sul turismo. Un programma del Governo è la realizzazione in città di FICA (Festival Internazionale di Cinema e Video Ambientali) che comporta una grande movimentazione di denaro. Gli invitati lasciano messaggi che mancano di rispetto per la natura e l’essere umano. Nell’ultima edizione del Festival un gruppo musicale chiamato “Cachorro Grande” e il cantante Luiz Melodia hanno incentivato al microfono l’uso delle droghe durante le loro esibizioni.
La storia di Chàcara
Sulla spinta della richiesta di famiglie alla ricerca di trattamenti per alcolisti e tossicodipendenti con difficoltà ad entrare in centri di recupero, è nata l’istituzione denominata “Chácara de Recuperação Paraíso” e successivamente un progetto di reinserimento sociale per la promozione dei ricongiungimenti famigliari e sociali. I tossicodipendenti (molto spesso ragazzini) rimangono in questa casa per un periodo di nove mesi e sono seguiti da psicologi e da un direttore spirituale. I pazienti entrano completamente debilitati senza chiare prospettive di vita, avendo perso, nella maggior parte dei casi, moglie e figli. Durante il trattamento li aiutiamo nel rafforzamento dell’autostima, mostrando loro i cambiamenti necessari nelle relazioni famigliari o la ricerca di nuovi contatti umani. Sosteniamo le riconciliazioni di padri e fratelli.
Missioni e obiettivi
Il nostro obbietivo sono: - il recupero di alcolisti e/o farmacodipendenti e la loro reintegrazione nella famiglia e nella società; - offrire assistenza a tossicodipendenti, con la prospettiva di accogliere in futuro prioritariamente portatori del virus HIV-AIDS, donne gravide e adolescenti orfani; - appoggiare gruppi o persone nel recupero della dignità umana. Lottare per il superamento delle disciminazioni razziali, sessuali, di età e religiose e di qualsiasi altro tipo di discriminazione; - accompagnare le famiglie delle “persone in recupero”, seguendone passo dopo passo il trattamento; - organizzare la produzione, messa a punto e commercializzazione di prodotti agricoli, artigianali ecc., monitorando come le persone in trattamento usano il loro tempo e promuovendo l’auto-sostentamento economico; - offrire occasioni di incontro per le famiglie delle persone in trattamento.
Procedimenti metodologici
Il nostro lavoro é basato su tre elementi: preghiera, lavoro/disciplina e terapia di appoggio. La spiritualitá permette all’individuo di scoprire che Dio é essenziale nel processo di cambiamento. Il conforto derivante dal sapere che l’essere umano non é mai solo e che é presente un Potere Superiore che lo guida, é di grandissima importanza in questa fase di transizione e bruschi cambiamenti. L’orientamento religioso seguito dalla comunitá terapeutica é di tipo ecumenico. Riceviamo assistenza da parte della Chiesa Cattolica e dalla Chiesa di Cristo. Precisiamo che non si esige la conversione religiosa da parte dei pazienti (accettiamo infatti persone di tutte le religioni, inclusi gli atei), ma tutti sono tenuti a partecipare alle riunioni di gruppo.
La terapia occupazionale si svolge per obbiettivi: oltre che dire “no alla pigrizia”, si punta sull’apprendimento del valore del lavoro e di molti altri valori come lavorare sui sentimenti, scoprire e perfezionare abilitá, aumentare la propria autostima, produrre con la possibilitá di vedere il frutto del proprio lavoro, accettare limiti e regole, avere disciplina, sostenere responsabilitá, imparare il mutuo soccorso, rafforzare il rispetto per il prossimo, la concentrazione e l’attenzione, apprendere il concetto di inizio e fine di una attivitá, migliorare la condotta personale, il carattere e la capacitá di organizzazione, riabilitarsi fisicamente.
Il gruppo terapeutico: la finalitá é quella di permettere ai soggetti di aprirsi a partire dal proprio immaginario, e contemporaneamente favorire in ognuno di loro la visualizzazione degli effetti che le loro fantasie producono all’interno del gruppo. Queste fantasie individuali sostengono le azioni, i progetti, le intenzioni e i desideri di un uomo, e sono il fondamento di quello che é presente nell’inconscio di chiunque. Il “gruppo terapeutico” insegna all’individuo l’auto-conoscenza.
I dodici passi di AA – Alcolisti Anonimi. Il gruppo si riunisce regolarmente per discutere i propri problemi, condivedere le vittorie e per appoggiarsi reciprocamente. Una delle caratteristiche piú note del programma é la tradizione di presentarsi nelle riunuioni con il proprio nome, ammettere la propria dipendenza e ottenere i mezzi adeguati per evitare ricadute. L’idea di fondo é quella che l’individuo termini la permanenza ottendendo una soluzione a suoi problemi famigliari, rafforzato per trovare un lavoro e risolvendo le difficoltá senza ritornare all’uso di droghe o alcool.
Ricreazione é un modo di trascorrere il tempo per distrarsi attraverso rilassamento mentale e fisico. Mentre il tempo libero puó essere una forma di intrattenumento o di riposo, la ricreazione esige impegno in attivitá. I giochi di ricreazione puntano solo al divertimento dei giocatori, poiché non si tratta di giochi sportivi dove é necessaria la competizione. L’importanza di questo si deve al fatto che i giochi ricreativi creano un processo che genera un benessere fisico e mentale per l’individuo.
Sport é il nome dato ad attivitá fisiche realizzate da persone che accettano regole e partecipano a competizioni. La pratica sportiva fa bene alle persone e alla societá in quanto riduce la comparsa di malattie e contribuisce alla formazione fisica e psichica. Gli sport incentivano una crescita salutare delle persone. Lo sport é importante, al di lá dei benefici noti, come miglioramento psicomotorio, come incentivo alla socializzazione, alla capacitá di socializzazione e di realizzazione, per l’apprendimento della disciplina e per la creazione della consapevolezza che tutti gli sforzi ottengono compensi: l’allegria della vittoria e la capacitá di saper perdere. Lo sport é inoltre un modo di tenersi lontato dalle droghe.
Yoga é una pratica ancestrale di origine indiana che ha obbiettivi differenti: auto-conoscenza, equilibrio tra corpo e mente, salute fisica e spirituale e cominione tra l’individuo e il mondo che lo circonda.
Budget
La diocesi di Modena, atraverso la richiesta di don Isacco Spinelli, parroco oggi a Formigine, ha donato 14.000 euro dal testamento di don Marchiori, che sono serviti ad iniziare il lavoro di ampliamento della casa. Una volta finita la ristrutturazione, la casa potrà ospitare circa 30 persone, anche ragazzi di 15-16 anni, dando priorità a quelli di reddito familiare più basso. La Diocesi di Goiás ha dato la fattoria per accogliere la casa; Modena Terzo Mondo ha aggiunto la quota mancante la ristrutturazione.
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Casa Agricoltura Famigliare
Città di Goiás Velho (Diocesi di Goiás)
La casa dell'agricoltura famigliare è un spazio di integrazione e scambio tra i piccoli agricoltori famigliari e la popolazione urbana. La casa è nata per dare la possibilità ai piccoli contadini di commerciare i prodotti da loro coltivati a prezzi equi e solidali, con la possibilità per le loro famiglie di continuare il lavoro nelle campagne, di migliorare le proprie condizioni di vita, di guadagnare più autonomia e rinforzare la propria identità culturale contadina. La Diocesi di Goiás ha messo a disposizione la struttura (un ex ristorante) che oggi è perfettamente funzionante durante tutta la settimana; ogni giorno 40-50 famiglie si ritrovano per vendere i loro prodotti, per un totale complessivo di 300 famiglie beneficiate. Nei momenti extra commercio, i contadini tengono nella casa le loro assemblee nelle quali discutono e si confrontano, apprendono nozioni culturali e sociali attraverso conferenze a tema, ecc…
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Centro São Francisco (centro comunitario e asilo) Itaberaí
Diocesi di Goiás
Il centro San Francesco è un asilo per i bambini della comunità di S. Francesco, nel quartiere Jardim Cabral, a Itaberaì. Scopo del Centro è quello di dare l’opportunità alle mamme di andare a lavorare e avere un posto sicuro in cui lasciare i propri figli, per salvaguardarli dalla strada, cioè dalla violenza, dal degrado sociale, da prostituzione, delinquenza, malavita. I bambini ricevono tre pasti al giorno e svolgono attività educative e ricreative. Il Centro ospiterà circa 120 bambini (ma molte altre sarebbero le domande per l'accoglienza). La struttura, oltre a servire per asilo, soddisferà anche i bisogni della comunità, degli anziani, dei catechisti, ecc.
Il Centro sarà dotato anche di un orto comunitario per essere autosufficiente e contribuire alle spese con la vendita di quanto non necessario alla struttura. Tutta la struttura è stata completata con il sostegno di Modena Terzo Mondo, della provincia di Modena, del comune di Formigine.
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Centro educativo per bambini ed adolescenti di Fernanda Park (CECAFP)
Diocesi di Goiás
Realtà sociale
Nello stato di Goiás si trova la cittadina di Itaberaí. I suoi abitanti al momento sono 23.000 ma il numero è in rapida espansione a causa della immigrazione dalla campagna circostante ed da altri villaggi della regione. Alla periferia della città è nato circa otto anni fa il quartiere di Fernanda Park dove vivono circa 1400 famiglie, la maggioranza carenti o miserabili. In questa zona il tasso di disimpiego è molto alto, come la mancanza di accesso a una educazione di buona qualità per bambini ed adolescenti. Questi giovani non possono contare sull’ appoggio dei genitori, spesso lontani da casa alla ricerca di un impiego o comunque senza i requisiti necessari ad aiutare i figli nei compiti scolastici. Per queste ragioni la comunità cristiana del quartiere ha pensato di realizzare un centro di appoggio per giovani.
Storia del centro
Il Centro educativo per bimbi ed adolescenti di Fernanda Park è nato nell’agosto del 1999 dalla collaborazione tra la Parrocchia di Itaberaí, la comunità cattolica del luogo e la scuola di quartiere. All´inizio i bimbi erano una ventina e seguivano il doposcuola nella cappellina del quartiere per due ore al giorno, dal lunedì al venerdì, aiutati da volontari della comunitá. In seguito i bimbi aumentaroni progressivamente e gli obiettivi del lavoro furono meglio chiarificati. Quello che inizialmente era nato come doposcuola per pochi bimbi, diventa un centro educativo che mira a togliere bimbi e adolescenti dalla strada e ad offrire un’ educazione generale e di buona qualità in un ambiente familiare dove l´amore, il rispetto e l´accoglienza sono i valori più importanti. Bimbi e famiglie sono stimolati in questo modo a partecipare molto piú che attraverso incentivi economici che il comune offre per chi frequenta altre strutture.
Con l´aumento dei bimbi è stata costruita, con aiuti di Modena Terzo Mondo, una palestra, in cui vengono realizzate attivitá sportive e il doposcuola. In seguito è stata comprata e ristrutturata una casa e si è deciso di costruire un vero e proprio centro più grande con 5 aule, una sala di informatica, una biblioteca, oltre alla cucina, la direzione, un campetto da pallavolo di sabbia, un parco giochi e una piccola piscina. I giovani che ora frequentano il centro sono circa 330 suddivisi in due turni di 4 ore ciascuno: quelli che frequentano la scuola alla mattina vanno al centro nel pomeriggio dall´una alle cinque e quelli che frequentano la scuola al pomeriggio usufruiscono del centro alla mattina dalle 7 alle 11.
Purtroppo lo spazio del centro, per quanto sia sfruttato al massimo, non riesce ad accogliere tutti quelli che vorrebbero partecipare. Le attività del centro comprendono sia il doposcuola (anche detto rinforzo scolastico) nel quale vengono svolti i compiti assegnati a scuola e affrontati e ripresi alcuni temi trattati durante le lezioni, sia programmi pedagogico – formativi come danza, pittura, corsi di informatica, di artigianato e capoeira.
Obiettivi
L´obiettivo principale è quello di collaborare con le famiglie e con la scuola per migliorare l’ educazione dei bimbi e adolescenti del quartiere, per aiutarli ad accrescere la loro autostima ed esercitare pienamente i loro diritti di cittadini. Per fare questo il centro si impegna a:
- togliere i bimbi ed adolescenti, dai 5 ai 17 anni dalla strada, non considerata un ambiente educativo
- aiutare bimbi ed adolescenti, fino alla terza media, nei compiti scolastici
- aiutare bimbi ed adolescenti a crescere sani offrendo loro momenti di svago promuovere la loro socializzazione
- aiutare bimbi ed adolescenti ad accrescere la loro autostima ed esercitare pienamente i loro diritti di cittadini attraverso attività sportive, giochi, pittura, teatro, informatrica e artigianato
Metodologia
Per raggiungere questi obiettivi è necessaria la fiducia da parte dei genitori e un clima non scolastico ma familiare. Per questo la direzione di questo lavoro è affidata ad una persona del quartiere che ama quello che sta facendo e lo fa come vocazione: lavora come volontaria ricevendo solo dalla parrocchia un contributo spese che le serve per sopravvivere. Questa direttrice è aiutata da altre 15 educatrici pagate dal comune o dallo stato, per la maggior parte scelte da lei e che vivono la stessa realtà dei bimbi ed adolescenti a loro affidati. Il clima che si percepisce nel centro è fortemente famigliare e affettuoso, dove l´educatore si propone come totalmente al servizio dei giovani.
Per lavorare in questo centro non è importante il diploma che uno ha ma la propria esperienza e soprattutto l´amore per bimbi ed adolescenti, pur essendo lo staff che vi lavora incentivato a migliorare anche la conoscenza teorica e a frequentare corsi di aggiornamento o la facoltà di pedagogia. Questo ha portato, in questi 6 anni di attività, ad un progressivo avvicinamento dei genitori al centro che sentono come spazio proprio. Molti vi lavorano, tanto che non c´è bisogno di cuochi-e o addetti-e delle pulizie, perché chi cucina o pulisce sono le stesse mamme che volontariamente hanno assunto questo impegno.
Risorse del centro
Essendo molto difficile che il centro sopravviva se non attraverso risorse proprie, in questi anni si è cercato di trovare risorse in loco. D’altra parte la crescita del numero di bimbi che lo frequentano ha reso impossibile, fino ad ora, il pieno raggiungimento di questo obiettivo. Il comune di Itaberaí e lo stato di Goiás hanno messo a disposizione educatori; il potere giudiziario sta donando parte del ricavato dalle multe per comprare generi alimentari non deperibili; un imprenditore del luogo offre ogni mese 250 Kg di carne di pollo; altre persone stanno collaborando con piccoli contributi mensili.
Si sta tentando di trovare risorse per comprare la carne, la frutta, la verdura che i bimbi mangiano a pranzo o cena, per medicine, materiale scolastico e didattico, nonché per il pagamento di acqua, luce e telefono che comportano una spesa di circa 1.500€ (mille e cinquecento) euro al mese. Per risolvere questo problema stiamo analizzando la fattibilità di alcuni progetti, ma per ora ci vediamo costretti a ricorrere all´aiuto di tanti amici italiani che sostengono il nostro sforzo.
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Scuola popolare don Arrigo Beccari/Cepami (centro pastorale minori)
Diocesi di Goiás
Progetto CEPAMI (scarica documento)
Attività Agosto 2008 (scarica documento)
Attività Settembre 2008 (scarica documento)
Il centro CEPAMI è stato progettato nel 1996 per facilitare lo scambio famiglia-scuola e da allora MTM sta realizzando interventi finalizzati al miglioramento della vita dei bambini ed adolescenti provenienti dalle famiglie più disagiate. Nel 2002 sono stati effettuati importanti lavori grazie anche al contributo della Provincia di Modena e del Comune di Formigine. Dal 2005, soprattutto grazie all’attiva collaborazione della UISP, inizia a materializzarsi una nuova struttura polivalente capace di ospitare 250 ragazzi. Questa struttura è una reale alternativa alla vita degradata di strada che tanti adolescenti possono frequentare avendo la possibilità di praticare attività sportive come calcio, pallavolo, basket, nuovo, atletica e la capoeira, con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità del ragazzo all’apprendimento dei valori della condivisione, dello spirito di gruppo e della lealtà sportiva.
Dal 2007 A queste attività si affianca la Scuola Popolare “ Don Arrigo Beccari” (con il contributo del Centro Missionario Don Arrigo Beccari di Bagazzano/Nonantola) sorta i ricordo del sacerdote modenese che durante la Seconda Guerra Mondiale salvò più di 70 ragazzi/e ebrei dalla dittatura nazi-fascista, le attività culturali della scuola forniscono una ricchezza formativa che rafforza la personalità del/la ragazzo/a permettendogli di esprimersi attraverso l’arte L’artigianato, la pittura, il teatro, il ricamo, la musica, la poesia l'informatica, ecc…
Il centro, inoltre, garantisce a tutti i ragazzi un prezioso rinforzo scolastico e due pasti abbondanti nel refettorio ogni giorno. I lusinghieri risultati raggiunti da questo progetto, ora in fase di ulteriore ampliamento a seguito della forte richiesta della comunità locale, sono dovuti, oltre che al lavoro incessante svolto da MTM e dai suoi partner come il Centro Missionario Don Beccari e la UISP, dalla proficua collaborazione con lo Stato di Goias e del Municipio di Itapirapuà (Brasile), della Provincia di Modena, di 10 Comuni modenesi, della Fondazione Cassa di isparmio di Modena, nonché aziende private come l'Iti-Impianti e da tantissimi volontari e soci che ogni mese sostengono l'iniziativa.
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Contesto
Il municipio di Itapirapuà è situato a 192Km da Goiania capitale dello stato del Goiàs, e conta una popolazione di 9.126 abitanti (dati IBGE 2002), distribuiti in 2.653 nella zona rurale e 6.474 nella zona urbana. L’economia è fondata principalmente sull’agricoltura, ma la terra è concentrata nelle grandi proprietà dei latifondisti. Il passaggio da un paese rurale ad una realtà inserita in un piano di modernizzazione e di industrializzazione, ha portato ad un aumento della produttività locale ma anche al concretizzarsi di numerosi problemi di ordine sociale per la popolazione. Il principale problema è l’immigrazione di varie famiglie dal contesto rurale verso quello urbano. Come conseguenza di ciò, si formano periferie segnate dalla criminalità e dalla disoccupazione. Le famiglie decidono di lasciare i campi per seguire il ”sogno metropolitano”, ma il più delle volte, stabilendosi nel contesto urbano, sono costrette a scendere a compromessi e a retribuzioni sottopagate. La vita in città si dimostra più cara, di conseguenza spesso entrambi i genitori sono obbligati a lavorare. In queste condizioni spesso i figli sono abbandonati a se stessi. I bambini e gli adolescenti passano quindi le loro giornate sulla strada, crescendo in una realtà segnata da delinquenza, analfabetismo, prostituzione e droga
Il centro per minori
Il centro CEPAMI (Centro de Pastoral do Menor de Itapirapuà) è stato progettato nel 1996 per facilitare lo scambio famiglia- scuola. Nel 2002 è stato costruito e avviato un nuovo centro per minori, gestito da CEPAMI in collaborazione con lo stato di Goias e la municipalità locale. Importante è stato il contributo economico elargito dalla Provincia di Modena e dal Comune di Formigine. La struttura preesistente, che ospitava bambini e adolescenti provenienti dalle famiglie più disagiate, era assolutamente inadeguata. La nuova struttura, ideata grazie alla collaborazione del monaco e architetto Frei Celso e della precedente direttrice Aparecida Macedo Larindo, è stata inaugurata il 18 luglio 2003 e accoglie già 160 bambini offrendo loro rinforzo scolare, attività manuali per la produzione di articoli di artigianato destinati alla vendita, attività sportive (limitate per mancanza di spazi idonei) e ricreative. Il mantenimento della struttura è quasi autonomo; gli stipendi degli insegnanti sono pagati da Stato e dal Municipio. Il sostegno della comunità locale, preziosissimo, assicura il vitto.
Obiettivi generali
Attività sportive: sono attività finalizzate a valorizzare le potenzialità del ragazzo eall’apprendimento dei valori della condivisione, della squadra, dello spirito di gruppo. Obiettivo: far conoscere lo sport al ragazzo, indirizzandolo verso i valori che l’attività sportiva evidenzia. Contenuto: calcio, pallamano, pallavolo, pallacanestro, atletica e nuoto. Attività culturali: forniscono una ricchezza formativa che rafforza la personalità del ragazzo, riavvicinandolo alla cultura del suo paese. Obiettivi: sviluppare e valorizzare il potenziale artistico del ragazzo, permettendogli di esprimersi attraverso l’arte. Contenuto: pittura, teatro, musica, ricamo, poesia.
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Scuola alfabetizzazione accampamento – MST e CPT Itapirapuã
Diocesi di Goiás
Il progetto sostiene circa 90 famiglie di lavoratori contadini sem terra di due grandi accampamenti: Boa Esperanza e Padre Josimo, entrambi nel municipio di Itapirapuã. In questo comune esistono 5 accampamenti di lavoratori contadini che attendono e lottano per una riforma agraria che dia loro terra da coltivare, la terra dell'Incra (Istituto Nazionale di Colonizzazione e Riforma Agraria). Negli accampamenti l’indice di analfabetismo è circa del 50%: il progetto, con il sostegno di Modena Terzo Mondo e del comune di Nonantola, vuole promuovere la scolarizzazione dei giovani e degli adulti attraverso la pastorale della gioventù rurale e il Movimento Sem Terra. Consapevoli che più istruzione e formazione riceveranno i contadini, meglio essi sapranno difendere i loro diritti e difficilmente si lasceranno ingannare da coloro che vogliano soltanto sfruttarli.
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Associazione delle famiglie per raccolta differenziata Rifiuti Itapirapuã
Diocesi di Goiás
Il progetto dell'associazione per la raccolta differenziata dei rifiuti è nato come esigenza di migliorare la situazione economica e lavorativa di alcune famiglie, facendo leva su risorse esistenti. Le famiglie che compongono l'associazione sono 10, per un totale di circa 60 persone. Oltre a generare lavoro e reddito (sufficiente a combattere la fame e la miseria), un obiettivo secondario della associazione è quello di sviluppare una coscienza ecologica nella comunità locale. Il comune di Itapirapuà ha donato il terreno e i macchinari necessari; l'associazione Modena Terzo Mondo ha, ad oggi, cominciato a costruire il capannone. Questo progetto è un modello per tanti comuni vicini.
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Borse di studio Città di Goiás
Diocesi di Goiás
Nella città di Goiás e dintorni sono accampati numerosi contadini 'sem terra'. I bambini delle famiglie di questi lavoratori rurali, a volte accampate anche lontano parecchi chilometri dai centri urbani, incontrano serie difficoltà a raggiungere la scuola e ad acquistare il materiale scolastico. È in questo ambito che Modena Terzo Mondo, sostenendo il progetto di scolarizzazione degli accampati attraverso borse di studio, aiuta i figli dei contadini a soddisfare il loro diritto all’istruzione: le borse di studio comprendono il costo del trasporto con autobus alla scuola pubblica, materiale scolastico (libri, quaderni, penne, ecc.) e le refezioni degli alunni.
GOIÁS
Modena Terzo Mondo Association has for several years been supporting many projects in different cities in the State of Goiás. For ease we have grouped these projects into two sections: the first section is bigger and called “Goiás” generically, and contains all the projects we are involved with in the town of Old Goiás, Itaberaí and Itapirapuã, the second, called “Goiânia”, groups together all the projects in that city, which is the capital of the state.
PROJECTS IN GOIAS:
Context
Goiás is the most central state in Brazil; in the 1960s an eastern part of its territory was handed over to the government for the settlement of the capital city Brasília. In 1934 the city of Goiânia became the capital of the state of Goiás, and nowadays it has almost 1.5 million inhabitants. Before Goiânia, the capital was Vila Boa de Goyaz, also known as Goiás Velho (Old Goiás), which is nowadays a World Heritage site and famous for its colonial architecture, its rivers and waterfalls, the agritourism, a beautiful community of Benedictine monks and many old churches. It is also the headquarters of the Diocese of Goiás, which is made up of about 23 towns (or rather 23 parishes).
Goiás’ origins are closely linked to São Paolo: inhabitants of São Paolo, gold diggers and slave traders were the first to arrive in Goiás in the 17th century, in the period known in Brazil as the ‘gold rush’. When the gold began to run out, the economy switched to other sources: to agriculture (rice, corn, beans, soya beans and oranges are some of the main crops), to the breeding of livestock (oxen, pigs, sheep and horses) and to the mining of minerals (including asbestos, limestone and particularly diamonds and gold).
Only recently, in addition to mining minerals and agriculture, have the food and metal industries taken off. The state of Goiás takes up an area of 341,289.5 km2, with around 6 million inhabitants. It has a tropical climate with very distinct seasons: the summer, from December to April, coincides with the rainy season and the winter, from May to late August, coincides with the dry season. The landscape is defined by a central plateau with very fertile soil, geologically the oldest part of Brazil, which is covered by savannah and irrigated by the River Araguaia and the River Tocantins.
The Araguaia is the most popular river for tourists, who spend holidays camping on its shores. In the dry season, as well as the river, there are also pleasant thermal springs at Caldas Novas and Rio Quente, the distinctive town of Pirinópolis with countless waterfalls in the surrounding area and the national park Chapada dos Veadeiros. Despite the apparent abundance of food and a number of natural wonders for tourists, there are many poor people living in Goiás who lack their most basic rights.
Above all, the urbanisation of the population stands out. There are people uprooted from their land who, hoping for a better life, arrive in the big city where their dreams are shattered by the reality of a life of poverty and countless difficulties, in shanty towns on the outskirts. Goiás is known in particular for two things: the possession of the land by large landowners, and the landless farmers’ struggle for that very same land. In this setting, the city of Old Goiás is considered to be the heart of the ‘asentimenti’, the camps of the landless farmers. Supported mostly by the Diocese of Goiás (the Pastoral Land Commission), these farmers form cooperatives, associations, movements, etc. and they campaign for the longed-for agrarian reform from the government.
It is in this environment that the association Modena Terzo Mondo (Modena Third World) has been working for 13 years, supporting and aiding numerous projects in Goiânia and in the Diocese of Goiás (which has had a twinning with the Diocese of Modena for 40 years, thanks to the many missionaries from Modena that live or have lived there). The support given is destined mainly for children, landless farmers, the very poorest people, alcoholics and drug addicts, and the core community, and it also aims to create alternative sources of information and media.
The projects spring from the local communities and through the Modenese missionaries the organisation tries to lend a helping hand to make it possible to live in a fairer, more equal and supportive world, where everyone has the right to eat breakfast, lunch and dinner every day.
CPT (Pastoral Land Commission)
Old Goiás (Diocese of Goiás) – Study grants – Support for the workers of the land
The project’s aim is to spread information to the community, by means of videos and newsletters, about the situation in the camps of homeless farmers and, above all, about the principles that drive their organisations. These activities bring together the farmers’ and their movements’ need to make themselves heard, something which the official media almost always fails to do, with the consequence that people only get partisan and violent ideas and the homeless farmers.
Radio Vila Boa FM Project: democratic communication in Brazil
Old Goiás (Diocese of Goiás)
Context
Community radio broadcasting is a recent phenomenon in Brazil’s history. They were officially allowed to transmit programmes in 1998. They broadcast in FM with low power and limited coverage. They must satisfy the cultural, social, educational, amusement and practical needs of the community that receives its signal. They also function as a workshop for communication and journalism students. Community radio stations must not operate for financial gain and they have to survive on very small budgets. They must also sense the exact priorities and wishes of the community which, however small, can contain diverse cultural and social attitudes.
Radio Vila Boa FM: community radio
Radio Vila Boa is an alternative, community and non-commercial radio station. Its aim is to give a voice to the people and to civil society, giving space for their points of view, their proposals and thoughts. With the support of Modena Terzo Mondo, a recording studio and a control room have been built and music broadcasting equipment has been provided: the station’s audience is now 60% of the population. Every broadcasted debate complies with the democratic statute for fairness. Every morning for the last five years, a thousand or so listeners wait for the beginning of Radio Vila Boa’s programme, which is committed to representing and meeting the needs of the community in Vila Boa.
Many people, in fact the majority, make it part of their daily routine to listen to the programme. But there are so many people and the communities are so divided that it becomes really difficult to please everyone. There is airtime for local cultural events and priority is given to local music, local news and community events. Religious expression is also valued and these groups, just as much as politically and socially organised groups, consider it necessary to make use of the radio. The radio’s programmes pay particular attention to public events related to the local people, freedom of expression and the fundamental needs of the people. Unconditional support is given in times of emergency in the community. For example in March 2007 when heavy downpours totally or partially damaged indigenous families’ houses in the poorest part of the city.
The citizens used the radio to make people aware of the victims’ needs. After the programme on the disaster was broadcasted by Vila Boa FM, the political authorities involved in the voluntary work shared their opinions and declared their support for rebuilding the houses. Food and clothing distribution campaigns were an integral part of the broadcasting. They called for businessmen and ordinary citizens to donate food to be sent to those in need. Official organisations that work for the citizen’s welfare made use of the radio to inform people that the goods had arrived and to ease their distribution.
General aim
To provide a voice for the community’s needs.
Budget
The projects are financed by various social movements: there is no private advertising. Amongst the radio’s partners are the Diocese of Goiás, CPT, and MPA. Modena Terzo Mondo has supported the extension of the facility.
Family Farming School
Old Goiás (Diocese of Goiás)
The Project: Teaching and practising in the Family Farming School in Goiás.
The Family Farming School is a non-profit educational organisation made up of parents and children, which was founded in 1992. The school’s aim is to stop the young sons of farmers from being uprooted from their land. The school operates by alternating: for a fortnight the boys go to the school to study how to cultivate their land in theory and in practice, and then for a fortnight they stay at home with their parents to share and put into practice the things they have learnt, collaborating with their family and the community to improve their farming techniques.
This year the school has 151 pupils from middle schools, secondary schools and vocational institutes. This project includes around 98 families of farmers from 16 towns in the region. Thanks to the support of Modena Terzo Mondo and the town of Formigine, the school has received new support and public funding which has made many improvements possible. Throughout Brazil there are only 20 schools of this kind.
The Migrant’s House
Old Goiás (Diocese of Goiás)
The Social Reality
The city of Goiás became a big centre for migration after receiving UNESCO World Heritage status. The people who arrive wanting to improve their own cultural and socio-economic conditions need help becoming citizens through integration and social encouragement. But the city of Goiás must also cope with all the main problems found all over Brazil: unemployment, shortage of land and inadequate health and education provisions for young people. The solution of the landless workers and the unemployed was to back the Agrarian Reform process, which is one of the strongest movements in the community. Consequently, Goiás now has 22 settlements. This is one reason for the increased migration of people from other regions towards Goiás. The majority of the families who have settled there live outside of the city itself and when they need to go to the city if health problems or other issues arise, they have nowhere to spend the night.
The History of the House
The Diocese of Goiás, together with the Migration Office, having helped hundreds of poor people who are forced to move constantly, decided to create a welcome centre called “Casa do Migrante”. The building, which opened officially on the 18th February 2000, was created to give support and assistance to needy people that arrive in the city from the countryside for medical visits or to be near to a relative who is recovering in the city hospital. The centre then began to welcome people from other Brazilian states who had migrated to the city to search for work in the tourism and crafts industry, above all after the city was upgraded by UNESCO to World Heritage status. The building can accommodate up to 30 people.
Aim
To welcome migrants and travellers in need, accommodating them despite their differences and helping their integration into the local community and society, ensuring that they are treated humanly.
Methods
The missionary spirit is kept alive in the house. Welcoming these poor migrant families is like welcoming Christ, assuring a human treatment. Through study and contemplation, they try to make the causes, consequences and pastoral implications of human migration more widely understood. To co-ordinate this welcome centre, as well as the Scalabrinian Sisters, there is a team of Scalabrinian parishioners connected to the Migration Office who volunteer with great dedication in the house.
Budget and Contributions
A small meeting with the State has been arranged, but in the meantime, the funds for food, water and electricity bills always arrive very late. As well as this contribution, the local community has been donating food. However, as this is a sporadic donation and seeing as the centre always needs to be able to provide food, the contributions do not cover all of the house’s needs. Modena Terzo Mondo, thanks to the help of the community in Modena, has supported the house for around a year, contributing to the building’s maintenance expenses, guaranteeing the salaries of two social workers inside the house, who work every day with the twenty dedicated volunteers who are involved with the house. To this day the Migrant House has remained faithful to the principals it was created on, thanks to the help of these groups.
Goias II Community Centre
Old Goiás (Diocese of Goiás)
The Social Context and History of the Neighbourhood
Goiás II is the name of a district on the outskirts of Goiás. It is 7km from the city centre and the furthest away. In 1994, in collaboration with the local residents, the State created 101 council houses by offering plots of land and building materials in the area. It was opened in 1995 and today there are around 200 houses. But Goiás II still does not have any nurseries, schools, health centres or tarmac on the roads. There is considerable poverty, big social unease, few alternatives, and crime, drugs and prostitution are widespread. There are no decent trade or business prospects and only one trained health practitioner. Thanks to the work of some of the staff from the Diocese of Goiás, many families got together to find better living conditions.
They then created a neighbourhood association made up of local families. Even though they face many challenges, every year the community strives to throw a party in June and at Christmas, and they celebrate International Children’s Day and organise leisure activities. It is worth emphasising the important work the staff does for children up to the age of six, who are provided with a special type of food to prevent malnutrition. They also work with pregnant women. Up against so many challenges, from the very beginning the community has tried to improve their quality of life. The same year that Goiás II was created, a group of women went to the local council to demand a plot of land on which to build a community centre for everyone to use. A few months later a plot of 700m2 was granted to them.
The Centre’s Origins
Following this important achievement, a significant number of families began to arrange things in order to build the Community Centre. With the help of a few people and workers, work began in 2002. Since then there have been many hurdles. At the moment there are external walls but work on it has come to a halt due to a lack of funds for the roof, windows and doors. The centre’s aim is to become a reference point for local families, which can offer help and encourage integration into the community.
Aims
General aim:
- To bring about human, social, cultural, religious and leisure developments.
Specific aims:
- To strengthen the bonds that help families integrate.
- To provide a space for religious education, meetings, birthday parties, religious events, literacy workshops and other similar activities.
- To carry out work to help malnourished children and pregnant women.
Methods
To achieve its aims, the centre requires the integration and participation of the neighbourhood, help from volunteers, outside visits and faith in God.
Funding and Contributions
Donations from citizens and mainly from Modena Terzo Mondo have funded the centre. There have been social fundraisers such as bingo nights, auctions and second-hand sales. The Parish of Santana has donated tables and chairs. Now ideally, the next step is to improve the community centre, which is practically ready, and add an extension to provide rooms for training courses, religious education and other activities that enhance the lives of the local residents.
The Worker’s Movement Training Centre
(Chácara) Old Goiás (Diocese of Goiás)
In line with the struggle of the farmers who belong to small associations, the farming movements are planning to build a house that will be able to accommodate up to 25 people. The house’s main aim will be to teach young farmers about the MST (the Landless Workers Movement). The ‘chácara’ (the farm) is owned by the monastery of Goiás. The project has in mind training courses on home-grown, ecological and collective agriculture, courses on organic soil and livestock treatment techniques; training for beekeepers and fishermen on common practice, training for the workers on the land and meetings for young people from the rural workforce. These are happy moments for the Kairòs association (part of the region’s faith and political movement) and for the human rights lawyers in the Diocese of Goiás.
Building the Chácara Paraíso Chapel
The Social Reality
The project's aim is to provide a service for the town of Goiás and the 23 other nearby towns that are in the Diocese of Goiás. In Goiás there are 24,000 people in unemployment, which is a ratio similar to that of the whole State of Goiás. The most recent census showed a decrease in population in the city due to the emigration of so many young people to other nearby cities in search of better living conditions. This lack of work leads people to spend their days and nights drinking in the city’s bars and squares. Others look for alternative places to drink in the camps of the “landless” and end up being thrown out for drug or alcohol abuse. The region has mainly temporary job contracts, such as in the tourism industry and in sugar cane and tomato plantations, which thus creates a swing between employment and unemployment.
In general the people in the region have a low level of education and the men are very macho, and drinking alcohol is seen as a way to prove one’s virility. It is not acceptable in society to take drugs, but neither is it surprising, and the blame is laid on the tourism industry. The government organises an event in the city called FICA (International Festival of Environmental Film and Video) which costs a great deal of money. However the visitors to the festival do not always leave positive messages about nature and humanity. For example at the last festival, the band “Cachorro Grande” and their singer Luiz Melodia encouraged drug-taking during their shows.
Chácara’s History
Due to requests from families searching for treatment for alcoholics and drug addicts who have trouble getting into rehabilitation centres, the institution “Chácara de Recuperação Paraíso” was created and shortly afterwards a social reintegration project was also set up to help reunite the addicts with their relatives and society. The drug addicts (often young people) stay in this house for nine months and are monitored by psychologists and a spiritual guide. The patients arrive completely helpless without any clear life prospects, the majority of them having lost wives and children. During the treatment we help them to rebuild their self-esteem and show them what changes they need to make in their family relationships or when searching for new human contact. We support the reconciliation of parents and siblings.
Aims and Goals
We aim to help drug addicts and alcoholics recover and reintegrate into their families and into society, to offer assistance to drug addicts, with the future hope of welcoming HIV-AIDS sufferers, pregnant women and orphaned teenagers, and to support people in the process of recovering their human dignity. We aim to fight for an end to racial, sexual, ageist and religious discrimination, to aid the families of “those in recovery”, following them through every step of the treatment, to organise the production, distribution and sale of food and craft products, etc., monitoring how the patients undergoing treatment use their time and learn to support themselves financially, and we aim to offer meeting opportunities for the families of the people undergoing treatment.
Processes
Our work is based on three elements: prayer, work/discipline and support therapy. Spirituality enables an individual to discover that God is essential in the process of change. Knowing that human kind is never alone, and that there’s always a Higher Power which guides us, provides great comfort and is of the utmost importance in this phase of transition and sudden changes. There is no specific religious orientation of the therapeutic community. We receive assistance from the Catholic Church and the Christian Church. We don’t demand a religious conversion of the patients (in fact we accept people of all faiths, including atheists), but everyone is required to participate in group meetings.
Occupational therapy revolves around aims: beyond saying ‘no’ to idleness, it stresses the importance of learning the value of work and many other values such as working on feelings, discovering and perfecting skills, boosting self-esteem, seeing the possibility of making a living from one’s work, accepting limits and rules, having discipline, taking responsibility, learning to help others, strengthening respect for the people around us, concentration and attention, learning the concept of an activity’s beginning and end, improving one’s behaviour, one’s character and the ability to organise and rehabilitate oneself physically.
The therapy group: the purpose is to let patients open up their imagination, and at the same time to encourage them to take notice of the effects that their fantasies have inside the group. These individual fantasies support the actions, plans, intentions and desires of a person, and they are the basis of what is present in everyone’s subconscious. The therapy group teaches self-awareness.
The 12 steps of the AA – Alcoholics Anonymous. The group gets together on a regular basis to discuss their individual problems, to share successes and to mutually support one another. One of the most well-known characteristics of the programme is the act of introducing themselves with their name, then by stating their addiction and receiving help to avoid relapses. The basic idea is that the individual will end up with a solution to their family problems, finding a job and solving their issues without having to resort back to drugs or alcohol.
Recreation is a way of passing the time by distracting and relaxing them physically and mentally. While free time can be a form of entertainment or rest, recreation makes sure they are occupied with activities. Recreational games allow everyone to enjoy themselves, since they are not sports where competition is necessary. The important thing is that recreational games create a process which provides physical and mental well-being for the individual.
Sport is the name given to physical activities played by people who accept rules and participate competitively. Sport is helpful to society and people in general because it prevents illness and contributes to our physical and psychological development. Sport stimulates healthy growth. It is also important, beyond the obvious benefits, for psychomotor improvement, as an incentive to socialise, for learning discipline and awareness that every effort has its rewards: the excitement of winning and also the ability to be a good loser. What’s more, sport is also a way to stay away from drugs.
Yoga is an ancient tradition with Indian origins which has various aims: self-awareness, balance between the body and mind, physical and spiritual health and a connection between the individual and their surroundings.
Budget
The Diocese of Modena, through Don Isacco Spinello, Formigine’s current parish priest, has donated €14,000 from Don Marchiori’s will, which have enabled them to begin the extension of the house. Once the renovation is finished, the house will be able to host around 30 people, as well as 15-16 year-olds, prioritising those with the lowest family income. The Diocese of Goiás has provided the farm to accommodate the house and Modena Terzo Mondo has added the remaining funds needed for the renovation.
Family Farming House
Old Goiás (Diocese of Goiás)
The Family Farming House is a place for integration and exchange between the small farming families and the urban population. The house was created to give farmers the opportunity to sell their produce at fair and consistent prices, thus allowing their families to carry on working in the countryside, while improving their living conditions, gaining autonomy and supporting their own cultural identity. The Diocese of Goiás has provided the building (an ex-restaurant) which is open all week; every day 40-50 families arrive to sell their produce, for the benefit of 300 families overall. Outside of the opening hours, the farmers hold meetings in their own homes where they discuss, compare and learn about social and cultural concepts from themed conferences, etc.
São Francisco Centre (community centre and kindergarten) Itaberaí
Diocese of Goiás
The São Francisco Centre is a kindergarten for local children in São Francisco, in the Jardim Cabral neighbourhood, in Itaberaí. The centre’s aim is to allow mothers to go to work and meanwhile be able to leave their children in a safe place, to save them from the streets, that is, away from violence, social degradation, prostitution, and crime. The children receive three meals a day and take part in educational and recreational activities. The centre can host around 120 children (although there is much more demand than the capacity allows). The building, as well as being a kindergarten, satisfies the community’s needs in general, it is used for religious education and also by the elderly, etc. The centre is also equipped with a community vegetable patch to make it self-sufficient and any produce that is not used directly by the centre is sold, with the revenue contributing to the running costs. The whole centre has been built with the support of Modena Terzo Mondo, the province of Modena and the town of Formigine.
Fernanda Park Education Centre for Children and Teenagers (CECAFP)
Diocese of Goiás
The Social Reality
In the state of Goiás is the small town of Itaberaí. There are now around 23,000 inhabitants but that figure is growing rapidly due to the constant flux of immigrants from the surrounding countryside and other villages in the region. Around 8 years ago a neighbourhood called Fernanda Park cropped up on the outskirts of the town and there are approximately 1400 families living there, the majority of which live off very little and in miserable conditions. The unemployment rate is very high and there is also a lack of good quality education for the town’s children and teenagers. These youths cannot rely on their parents for support, as they are often far from home on the hunt for a job or otherwise simply lacking the ability to help their children with their school homework. Because of this, the neighbourhood’s Christian community decided to create a support centre for the young people.
The Centre’s History
A collaboration between the Parish of Itaberaí, the Catholic community and the local school led to the creation of the Fernanda Park Education Centre for Children and Teenagers in August 1999. To start with there were about 20 children who went to the afterschool club in the local chapel for 2 hours every day from Monday to Friday, helped by volunteers from the community. From then on the number of children grew progressively and the centre’s objectives became clearer. What had started as an afterschool club transformed into an education centre that tries to get children and teenagers off the streets and offers them an all-round education in a loving, respectful and welcoming, familiar environment. This way children and families are much more motivated to participate in this centre as opposed to other similar centres where they are offered economic incentives by the council for attending.
Due to the increase in children and with help from Modena Terzo Mondo, a gym hall was built, where sporting activities and the afterschool club take place. Subsequently a house was bought and renovated and they decided to build a larger, proper centre equipped with five classrooms, a computer room, a library, as well as a kitchen, an office, a beach volleyball court, a playground and a small pool. There are now around 330 children attending the centre, split into two groups of four hours each: those who go to school in the morning come to the centre in the afternoon from 1-5pm and those who go to school in the afternoon come to the centre in the morning from 7-11am.
Unfortunately, even when running at maximum capacity, the centre does not have enough space to welcome everyone who would like to take part. The centre’s activities involve both the afterschool club (also known as school support lessons) where they do their homework set by the school, but also go over the topics dealt with in lessons, and other learning programmes such as dance, painting, IT classes and crafts and capoeira lessons.
Goals
The main goal is to collaborate with the families and the school to improve the local education, to help them to develop their self-confidence and to make the most of their citizen’s rights. To achieve this, the centre works to:
take children and teenagers aged from 5 to 17 years-old off the streets, which is not considered a good educational environment.
help children up to the age of 13 with their school homework.
help children and teenagers to grow healthily by offering them fun activities to encourage them to socialise.
help children and teenagers to build their self-confidence and fully exercise their citizens’ rights through sports, games, painting, drama, IT and making crafts.
Methods
To achieve these goals we need to have the parents’ trust and an informal environment that doesn’t seem like school. Running the centre is in the hands of a local woman who truly loves what she is doing and sees it as her vocation: she works like a volunteer and only receives a minimal contribution from the parish, which goes towards covering her expenses, and is just enough to get by. She is helped by 15 teachers who are paid by either the town or the State, chosen mainly by her and who live in the same situation as the children and teenagers. The atmosphere found in the centre is very informal and affectionate, where the teachers dedicate themselves entirely to the needs of the young people.
To work in the centre, it is not someone’s qualifications that are most important, but rather their personal experience and above all their love for children and teenagers, although the staff are also keen to improve their theoretical knowledge and therefore attend refresher and teacher training courses. Over the last six years we have seen more and more parents approaching the centre, which they feel is their own space. Many parents in fact work there, meaning that there is no need to employ cooks or cleaners because the mothers have voluntarily taken up these duties of their own accord.
The Centre’s Resources
As the centre cannot survive solely on its own resources, over the past few years we have been searching for alternative solutions instead. On the other hand, the rising number of children using the centre has made it impossible, up until now, to fulfil our aim of helping everyone. The town of Itaberaì and the State of Goiás have been providing the teachers; the judiciary is donating a portion of the fines they collect to buy non-perishable food; a local businessman offers us 250kg of chicken every month; and other people are helping with small monthly donations.
We are trying to find a means to pay for the meat, fruit and vegetables that the children eat for lunch and dinner, for the medicine, school and study materials, as well as paying for the water, electricity and telephone bills which cost around €1,500 per month. To get around this issue we are investigating the feasibility of certain projects, but for now we are forced to rely on the help given by so many Italian friends who support our efforts.
Don Arrigo Beccari/CEPAMI Folk School (pastoral centre for minors)
Diocese of Goiás
The CEPAMI centre was designed in 1996 to accommodate a family-school exchange and since then Modena Terzo Mondo has been working to improve the lives of children and teenagers belonging to the most needy families. In 2002 important progress was made thanks to contributions from the province of Modena and the town of Formigine. Since 2005, mainly due to the active collaboration of the UISP (the Italian Sport for All Association), a new multipurpose building able to host 250 children has begun to take shape. This building is a real alternative to the degradation of street life and so many teenagers can come here, offered the opportunity to play sports such as football, volleyball, basketball, swimming, athletics and capoeira, in the hope that they will recognize their individual potential and learn the values of sharing, team spirit and fairness.
Since 2007 the Don Arrigo Beccari Folk School (with the support of the Don Arrigo Beccari Missionary Centre in Bagazzano/Nonantola), named in memory of a Modenese priest who saved more than 70 Jewish boys and girls from the nazi-fascist dictatorship during the Second World War, has joined these activities. The school’s cultural activities help to strengthen the teenagers’ characters and allow them to express themselves through art, crafts, painting, theatre, embroidery, music, poetry, IT, etc.
The centre also guarantees valuable school support lessons and two substantial meals a day in the canteen for everyone. This project is now undergoing further expansion following high demand from the local community. The project’s glowing results are down to not only the continual work carried out by Modena Terzo Mondo and our partners such as the Don Arrigo Beccari Missionary Centre and the UISP, but also to the productive collaboration with the State of Goiás and the town of Itapirapuã, the province of Modena, ten towns in the province of Modena, Modena’s Fondazione Cassa di Risparmio, as well as private companies like ITI Impianti and many other volunteers and members who support the project every month.
The Multipurpose Centre in Itapirapuã
Context
192km away from Goiânia, the capital of the state, is the municipality of Itapirapuã which has a population of 9,126 people: 2,653 of which are in the countryside and 6,474 of which live in the city. The economy is based mainly on agriculture, but all the land belongs to the vast properties of large landowners. The transition from a rural region to a modern and industrialised one has increased productivity locally, but it has also caused numerous social issues for the population. The main issue is the migration of many rural families to the city. As a consequence of this, suburbs crop up characterised by crime and unemployment. Families leave the fields to follow the “metropolitan dream” but more often than not when they settle in the city, they are forced to compromise and work for less than the minimum wage. The cost of living in the city is also higher, so often both parents are obliged to work. Under these conditions the children are often left to their own devices. As a result the children and teenagers spend their days in the street, growing up surrounded by delinquency, illiteracy, prostitution and drugs.
The Centre for Minors
The CEPAMI Centre (Centro de Pastoral do Menor de Itapirapuã) was designed in 1996 to accommodate a family-school exchange. A new centre for minors was built and opened in 2002, run by CEPAMI in partnership with the State of Goiás and the local council. The financial input bestowed by the province of Modena and the town of Formigine has been significant. The pre-existing building, which accommodated children and teenagers belonging to the most needy families, was completely inadequate. However the new building, conceived thanks to the partnership between the monk/architect Brother Celso and the previous manager Aparecida Macedo Larindo, was launched on the 18th July 2003 and now welcomes 160 children, offering them school support lessons¸ activities making crafts to then be sold, and recreational and sporting activities (although these are limited by a lack of suitable space). The building almost maintains itself and the teachers’ wages are paid by the State and the council. The extremely valuable support of the local community guarantees the food provisions.
General Aims
Sporting activities: in the hope that they will recognise their individual potential and learn the values of sharing, teamwork and group spirit. Aim: to introduce boys to sport, putting them on the right track towards the values that sporting activities emphasise. Contents: football, handball, volleyball, basketball, athletics and swimming. Cultural activities: they help to strengthen their characters, getting them involved in their region’s culture. Aims: to develop and improve their artistic potential, allowing them to express themselves through art. Contents: painting, theatre, music, embroidery, poetry.
Literacy Schools for the Camps of the Landless – MST and CPT Itapirapuã
Diocese of Goiás
The project supports around 90 landless farming families from two large camps: Boa Esperanza and Padre Josimo, both in the area surrounding Itapirapuã. In this area there are five camps full of landless farmers who look forward to and fight for the Agrarian Reform which would give them land to cultivate, the land of the INCRA (the National Institute of Colonisation and Agrarian Reform). The illiteracy rate in the camps is around 50%: the project, with the help of Modena Terzo Mondo and the town of Nonantola, is to promote the education of young people and adults throughout the rural workforce and the Landless Movements. The more teaching and education the farmers receive, the easier it will be for them to defend their rights and prevent them from being deceived by people who want to exploit them.
Families’ Waste Recycling Association Itapirapuã
Diocese of Goiás
The Families’ Waste Recycling Association was created due to the need to improve a few families’ financial and employment situation, by making use of existing resources. There are ten families who make up the association and around 60 people involved in total. On top of generating work and enough income to beat their hunger and poverty, the association’s second aim is to raise environmental awareness in the local community. The town of Itapirapuã has donated the necessary land and machinery and Modena Terzo Mondo has begun to build the barn. This project is a model for many other nearby towns.
City of Goiás Scholarships
Diocese of Goiás
In the city of Goiás and in the surrounding area there are large numbers of landless farmers in camps. The children of these farmers often live several kilometres outside of the city centre and have serious difficulty travelling to school and buying the materials for school. Supporting the education project for the children in the camps by offering them scholarships, Modena Terzo Mondo helps them to make the most of their right to schooling: the scholarships cover the cost of the school bus, school materials (textbooks, exercise books, pens, etc.) and the pupils’ school meals.