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Più di due milioni di persone sono scese in piazza ieri in 147 città del Brasile per chiedere le dimissioni della presidente Dilma Rousseff e per protestare contro la corruzione nel paese, dopo lo scandalo che ha riguardato Petrobas, il principale gruppo petrolifero pubblico brasiliano. Il corteo più numeroso è stato quello di São Paulo, ma almeno ventimila persone hanno sfilato per le strade della capitale, Brasilia, 15.000 a Rio de Janeiro e 4.000 a Salvador de Bahia.

Vestiti di giallo e di verde, i colori della bandiera brasiliana, i manifestanti hanno chiesto le dimissioni di Rousseff, leader del partito dei lavoratori, rieletta alla fine del 2014 per un secondo mandato di quattro anni.

Secondo i manifestanti, Roussef era a conoscenza del giro di tangenti in cui sono rimasti coinvolti i dirigenti della Petrobras, perché all’epoca faceva parte del consiglio di amministrazione dell’azienda. Un’inchiesta voluta dal ministro della giustizia l’ha prosciolta da tutte le accuse.

Il governo ha definito le proteste “un’espressione di democrazia” e ha promesso nuove riforme contro la corruzione.