Secondo l’Ipobe, il più autorevole istituto di sondaggi del Brasile, l’attuale presidente rimane la più popolare. Lula prima e Rousseff poi hanno ottenuto buoni risultati con i propri Governi, riducendo notevolmente la povertà diffusa. Il Brasile, però, sembra in cerca di cambiamento, o meglio di un consolidamento delle sue capacità che permetta di superare il ruolo di eterna economia emergente. Una richiesta che proviene soprattutto dalle classi medie, che pesano per il 54% sul voto. Saranno proprio queste a determinare l’esito elettorale, che negli ultimi giorni si conferma sempre più incerto. Marina Silva è al 29% di preferenze e Aécio Neves, che passa dalla seconda alla terza posizione nella corsa elettorale, è sostenuto dal 19% degli elettori brasiliani. Marina Silva è forte dell’appoggio di chi vorrebbe dare un segnale di novità alla politica brasiliana e la sua notorietà potrà incidere, non poco, sulla vasta fetta degli elettori indecisi. I giochi oggi sono aperti più che mai. Si profila così un interessante testa a testa tra le due donne al ballottaggio, previsto tre settimane dopo. Il 38% dei favori di Dilma Rousseff, infatti, non le consentirebbe di vincere subito: la legge brasiliana prevede la maggioranza assoluta per evitare il secondo turno. Eventualità che Dilma vorrebbe evitare, visto che nell’eventuale ballottaggio Silva è data come favorita. Nel primo dibattito televisivo della campagna elettorale Rousseff è sembrata sulla difensiva, mentre l’incisiva Marina Silva ha promesso una nuova politica per il Brasile, con l’obiettivo di conciliare stabilità economica ed equità sociale. Le accuse a Rousseff di non aver avuto né una visione strategica, né la capacità di sfruttare il boom economico brasiliano accendono la sfida, una partita che probabilmente si giocherà sul piano del carisma personale, piuttosto che su elaborate strategie economiche. Silva, invece, dovrà essere attenta a non cadere in contraddizione: oltre ad appassionare i brasiliani dovrà mostrare soluzioni concrete per risollevare il Paese. In una campagna elettorale dove conta più il candidato che la politica di partito, al momento l’unico sconfitto sembra il conservatore Aécio Neves, incapace di sostenere il confronto di popolarità tra le due donne.

Quali sono le idee di Marina Silva in politica estera? Potrebbe sembrare strano, ma non contengono nulla di particolarmente radicale e si inseriscono nella continuità tracciata dai Governi Lula e Rousseff: promozione degli accordi di libero scambio (specialmente con l’UE), prosecuzione della cooperazione Sud-Sud con l’Africa, ricerca di una ragionevole distanza rispetto al Venezuela. Se volete saperne di più, leggete qui