Il turismo sessuale infanto-giovanile è un tipo di sfruttamento/violenza che viola gravemente i diritti fondamentali dei bambini, degli adolescenti e dei giovani.

Questo fenomeno è caratterizzato dal trasformare pratiche sessuali nella finalità del turismo stesso, ossia, i servizi sessuali, specie se offerti da bambini ed adolescenti, diventano ciò che motiva il turismo, soppiantando altri fattori quali la diversità culturale ed ambientale del luogo visitato. Questa pratica implica “azione diretta od omissione di una vasta rete composta da agenzie di viaggio, guide turistiche, hotel, bar, ristoranti, bagni, distributori di benzina, camerieri, camionisti, tassisti, bordelli e centri di massaggi, oltre ai tradizionali luoghi di incontro”.

La ricercatrice Eva Faleiros concettualizza il turismo sessuale come un “commercio sessuale in città turistiche, che coinvolge turisti nazionali e stranieri, principalmente giovani donne, di settori poveri esclusi socialmente e di paesi del terzo mondo. Il turismo sessuale può essere gestito come attività autonoma o venduto durante escursioni e pacchetti turistici che promettono e vendono piacere sessuale “organizzato”.(…) Il turismo sessuale è forse la forma di sfruttamento sessuale più articolata con altre attività economiche, incluso lo sviluppo stesso del turismo.” Essendo il turismo sessuale infanto-giovanile una forma di sfruttamento sessuale commerciale, è necessario capire meglio che cosa si intenda con questa definizione.

Secondo CECRIA – Centro di Referenza, Studi, Azioni su Bambini ed Adolescenti – lo sfruttamento sessuale è “una violazione fondamentale dei diritti del bambino che include lo sfruttamento sessuale da parte di adulti e la remunerazione del ragazzino o ragazzina o di una terza persona o di altri. Il bambino è trattato come un oggetto sessuale e un prodotto in vendita. Lo sfruttamento sessuale commerciale del bambino costituisce una forma di coercizione e violenza e può implicare lavoro forzato o altre forme contemporanee di schiavitù”.

Breve Contestualizzazione

Il turismo come forma di integrazione e contatto culturale, attrazione e piacere prende forma dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando molti i paesi, pur scossi dalla guerra, riuscirono a riprendersi rapidamente e ad incrementare varie attività internazionali. Durante gli anni 70, del XX secolo, la pratica del turismo si intensifica con il consolidarsi di una numerosa classe media europea, giapponese e americana. La finalità di questo turismo stava nella ricerca di bellezze naturali e diversità culturali. Per questo motivo i viaggi di lunga distanza per i paesi del terzo mondo presero un certo ritmo vista anche la riduzione dei costi.

Con l’intensificazione di questa attività si generarono alcune contraddizioni, come per esempio il turismo sessuale, ossia, la motivazione nella selezione dei luoghi di destino passarono ad essere servizi sessuali e il loro sfruttamento, coinvolgendo la maggior parte delle volte bambini ed adolescenti. Gli anni 70 furono significativi per quanto riguarda la discussione e la visibilità di questa strana forma di turismo che commercializza i corpi di bambini e giovani. Viene riconosciuta l’emergenza di discutere e dare visibilità al fenomeno inizialmente in Asia e in seguito si stabilisce in America Latina, dove l’intensità del fenomeno sembra aumentare a partire dagli anni 80/90. È in questo contesto che in Brasile questa pratica registra contemporaneamente maggior notorietà e intensità.

È necessario segnalare che lo sfruttamento sessuale commerciale o l’abuso sessuale di bambini, adolescenti e giovani furono pratiche ricorrenti durante vari momenti storici. Diversamente demarcata nel tempo fu invece la visibilità con cui questo tema fu discusso nelle società, ossia la tolleranza sociale e il significato che la società diede al fenomeno. La visibilità data allo sfruttamento sessuale commerciale, all’abuso sessuale o al turismo sessuale è servita perché la società finisse con l’esigere che questo problema fosse/sia trattato come aggressione ai diritti dei bambini ed adolescenti ed sradicato.

In Brasile

In Brasile il turismo entra nell’agenda pubblica nel 1966 con la creazione di EMBRATUR – Impresa di Turismo Brasiliana – che aveva la funzione di fomentare l’attività turistica nel paese. Seguì in Brasile l’adozione di politiche pubbliche che potessero valorizzare il turismo come elemento economico importante per la generare ricchezza. Pertanto, esportare l’immagine del Brasile come luogo attrattivo e divulgarla furono i principali obiettivi di tali politiche, così come stabilire condizioni strutturali per creare questo mercato.

Il linguaggio della pubblicità nazionale creò un immagine internazionale del Brasile come grande attrattiva turistica che riuniva paesaggi naturali paradisiaci, belle donne (soprattutto nere e mulatte), allegria-festa-carnevale e ospitalità. Nonostante oggi il linguaggio sia multisfaccettato, esiste ancora una certa predominanza nell’uso di donne nei messaggi pubblicitari. Un esempio è l’immagine, a seguire, trovata in un sito internet di una grande impresa turistica che sta tentando di imporsi in Ceará, che per tanto aggredirà dal punto di vista ambientale e socio-culturale molte comunità tradizionali della zona costiera locale.

È l’impresa ‘Nova Atlântida’, che al riferirsi alla capacità turistica di Fortaleza esibisce un corpo femminile (Colocar Nova Atlântida – tenta puxar um link fora do texto). Le decadi 80 e 90 del XX secolo sono importanti per il Nordest del Brasile che apre spazio nella sua agenda pubblico-privata al turismo, nella prospettiva di potenziarlo come attività economica indispensabile. Investimenti in infrastrutture, benefici fiscali e una enorme propaganda dove le bellezze naturali si associavano intrinsecamente con l’immagine di belle donne, della donna tropicale, del carnevale, aiutarono a creare il turismo e a definirlo rilevante come attività economica.

Negli anni ’90 con le attività turistiche in processo di consolidamento, con più forza di prima, il nordest, specie luoghi quali Bahia, Pernambuco, Ceará e Rio Grande del Nord, fu destino importante e gli stati adottarono il turismo come priorità nella politica economica. Vista la sua intensità, lo sfruttamento sessuale commerciale infanto-giovanile ottenne notorietà e fu identificato inizialmente come prostituzione infantile. Il commercio sessuale di bambini ed adolescenti fu poi definito come elemento attrattivo in questo percorso turistico, alimentato da stranieri e turisti locali (di stati e città brasiliane).

È nel contesto degli anni 90 che le lotte per i diritti dei bambini e degli adolescenti guadagna spazio e visibilità, soprattutto con la promulgazione dello Stato del Bambino e dell’Adolescente – ECA – nel 1990, risultato delle forti lotte che sarebbero continuate. A partire da questo corpo legislativo si possono individuare diversi movimenti di lotta che stanno guadagnando strada e aggiungendo nuovi significati alla questione legati all’ambito infanto-giovanile. La tolleranza ai crimini di violenza sessuale sale dalla sfera privata, dall’anonimato, per ottenere l’attenzione necessaria con la finalità di decostruire una tolleranza sociale, legale e culturale che supportavano, e ancora in parte supportano, l’esistenza di questa forma di aggressione ai diritti umani di ragazzini e ragazzine.

Il potere legislativo mobilizza le Commissioni Parlamentari Investigative (Comissões Parlamentares de Inquérito), come il lavoro del Congresso Brasiliano con la istallazione della CPMI della Prostituzione Infantile nel 1993, che con il suo reportage ha contribuito ad aumentare visibilità e il dibattito nella società. La società civile si organizza, inizia campagne, costruisce eventi per dibattere la tematica. Un esempio importante a livello mondiale è il I Congresso Mondiale per la Lotta allo Sfruttamento Sessuale di Bambini ed Adolescenti, organizzato a Stoccolma, in Svezia.

Nel 2000 un’ampia articolazione fra governo e la società riunisce a Natal-RN più di 100 organizzazioni per l’elaborazione del Piano Nazionale per la Lotta contro la Violenza Sessuale contro Bambini ed Adolescenti, un congiunto di direttrici che includono assistenza, prevenzione e protagonismo giovanile come obiettivi per orientare nell’elaborazione di politiche pubbliche. Negli anni 90 e nel 2000 l’attività turistica si consolida come forza economica e aumenta la sua strutture e conseguentemente il potere economico, cosa che fa sì che le sue contraddizioni, nella stessa proporzione, si rafforzino.

La concentrazione del reddito, il turismo sessuale e la tratta di persone con fini sessuali si articolano in reti ben orchestrate e aggravano le aggressioni a donne, bambini e adolescenti.

Profilo delle vittime

Secondo uno studio della ONU un reportage divulgato nel 2006, in tutto il mondo circa 150 milioni di ragazzine e 73 milioni di minori di 18 anni sono sottomessi a relazioni sessuali forzate o altre forme di violenza o esplorazione sessuale. Il turismo sessuale, come attività inquadrata nel contesto dell’industria sessuale (quella che dispone della commercializzazione di materiale sessuale, come video e prodotti erotici), esige uno specifico profilo della vittima sfruttata, il più delle volte legato all’infanzia e alla gioventù, vista la tendenza di questa industria di costruire i suoi concetti di bellezza, erotismo e sessualità partendo da corpi giovani come ideali nella pratica dello sfruttamento sessuale.

Il corpo giovane diventa lo standard richiesto dall’industria del sesso e terribilmente sfruttato sia nella pornografia virtuale, nei film, nelle riviste, sia nella prostituzione o nello sfruttamento commerciale. Una ricerca realizzata dalla Associazione delle Prostitute del Ceará, con prostitute con più di 18 anni, l’89% iniziò l’attività in adolescenza, rivelando un profilo giovane nell’ambito della prostituzione e dello sfruttamento sessuale commerciale. Il turismo sessuale riguarda cosi nella grande maggioranza dei casi bambini e soprattutto adolescenti, in una relazione di estrema disuguaglianza psicologica ed economica (chi sfrutta è chi ha questo potere). Si sottolinea che la prostituzione adulta è presente nella pratica del turismo sessuale, ma la domanda principale è di corpi giovani.

Profilo

  • La maggior parte dei bambini, adolescenti e giovani sfruttati sono di sesso femminile, il che rivela la presenza di questioni di genere come elemento caratterizzanti il fenomeno;
  • La maggior parte sono afro-discendenti;
  • Appartengono alla classe popolare;
  • Hanno bassa scolarità;
  • Vivono in spazi urbani periferici;
  • Molte delle ragazze e dei ragazzi provengono da situazioni di vulnerabilità familiare o di abusi sessuali intra-familiari.

Chi sfrutta

Secondo uno studio di OMT – Organizzazione Mondiale del Turismo – i turisti in generale che considerano la pratica del turismo sessuale nei loro viaggi in Brasile sono di classe media, di età compresa fra i 20 e 40 anni, principalmente italiani, portoghesi, olandesi e nord-americani.