Progetti in San Paolo

 

Azione sociale comunitaria “JOILSON JESUS”

Contesto

Gli abitanti di Guaianazes (quartiere periferico della città di San Paolo) sono per la maggior parte immigrati brasiliani provenienti dal Nord-Est del Brasile (la regione più povera del paese), spesso residenti in piccole baracche situate nelle “favelas”.
Alcune zone del quartiere sono affette da carenze, e in alcuni casi mancanze, di servizi nei settori ospedaliero, sanitario, scolastico, di sicurezza edile, energetico e idrico.
Le famiglie frequentemente sono segnate da un profondo degrado economico, caratterizzato da un potere d’acquisto molto basso se rapportato ad un numero di figli spesso elevato (in media dai 4 ai 6). E’ molto alta, inoltre, la percentuale di analfabetismo tra gli adulti e di abbandono della scuola da parte dei bambini. Queste condizioni di vita sono ulteriormente aggravate da un inarrestabile e sempre crescente violenza.

La maggior parte delle famiglie dei bambini assistiti nei centri, sono composte solamente da ragazze madri e dai rispettivi figli. Assistere ed occuparsi del bambino significa anche permettere a queste giovani madri di impegnarsi in qualche occupazione lavorativa. Nei nuclei familiari, composti dal padre, dalla madre e dalla prole, spesso chi lavora è solo il padre, che nella maggior parte dei casi non riesce a garantire un’assistenza economica ed educativa adeguata per i suoi figli.
Il quartiere di Guaianazes è poi segnato da problemi di droga, alcol e prostituzione.

Ação Social Comunitària Joilson de Jesus

L’“Azione Sociale Comunitaria Joilson de Jesus”, istituita nel 1987 dal missionario saveriano modenese padre Giorgio Gagliani ed oggi amministrata e diretta dal brasiliano padre Josè Antonio da Silva, comprende sei centri:

  • L’asilo “Joao XXIII” che accoglie 600 bambini da 0 a 7 anni di età (quelli in lista d’attesa sono 1.936!!!)
  • L’asilo “Nossa Senhora de Lourdes che accoglie 170 bambini da 0 a 7 anni di età (quelli in lista d’attesa sono 749)
  • Il centro giovani “Casa Dos Meninos I” che accoglie 370 adolescenti da 6 a 15 anni di età (quelli in lista d’attesa sono 736)
  • Il centro giovani “Casa Dos Meninos II” che accoglie 230 adolescenti da 6 a 15 anni di età (quelli in lista d’attesa sono 298)
  • L’asilo “Teresa d’Avila” che accoglie 120 bambini da 0 a 4 anni (quelli in lista d’attesa sono 100)
  • L’asilo “Padre Jorge” (intitolato al fondatore, padre Giorgio Gagliani) che accoglie 120 bambini da 2 a 4 anni (quelli in lista d’attesa sono 100).

L’“Azione Sociale Comunitaria Joilson de Jesus” si mantiene tramite convenzioni con il comune della città di San Paolo e con il Governo dello Stato di San Paolo, con donazioni di privati e con l’aiuto di associazioni italiane (tra cui M.T.M). Si avvale del lavoro di 146 dipendenti e 116 volontari.

Obiettivi generali:

  • creare protezione sociale con priorità per i bambini e gli adolescenti in situazioni a rischio, garantendo uno spazio di riferimento, di partecipazione, di relazioni, di affettività e aiutando i ragazzi in un futuro inserimento lavorativo;
  • formare i ragazzi e loro familiari affinché sappiano essere coscienti, creativi, critici, responsabili, partecipativi e solidali, capaci in futuro di contribuire al cambiamento ed alla trasformazione della società ingiusta nella quale vivono.

Obiettivi specifici:

  1. In relazione al bambino e all’adolescente:
    • Garantire i pasti principali della giornata (colazione, pranzo e merenda) per realizzare prevenzione e correzione di stati di denutrizione, eseguire controlli periodici sulla salute;
    • Creare coscienza nei bambini circa l’importanza del frequentare la scuola, valorizzare il linguaggio orale e scritto;
    • Sviluppare le potenzialità del bambino su cultura, musica, teatro, pittura, danza, sport, artigianato, informatica, ecc.;
    • Rafforzare i concetti affettivi di famiglia e amicizia;
    • Sviluppare un programma di formazione incentrato sulla costruzione della personalità e sull’integrazione nella società, focalizzandolo sul rispetto dei diritti e dei doveri;
    • Educare i ragazzi alla professionalità, introducendoli nel mercato del lavoro.
  2. In relazione alla famiglia, alla scuola e alla comunità:
    • Realizzare attività di formazione delle famiglie con riunioni bimestrali e visite domiciliari degli educatori; informare circa i programmi e i servizi sociali;
    • Creare una commissione di genitori per una gestione partecipata delle strutture e degli spazi;
    • Convocare riunioni bimestrali formative ed informative per le famiglie, lavorando su tematiche come la violenza domestica, la sessualità e la droga;
    • Realizzare azioni pratiche a beneficio della popolazione locale, attraverso riunioni con assessori comunali, associazioni di quartiere e strutture sanitarie;
    • Creare uno spazio comunitario dove vengano svolte attività che coinvolgano la popolazione locale e la rendano partecipe della manutenzione dello spazio;
    • Distribuire mensilmente alle famiglie più carenti una cesta di alimenti e, allo stesso tempo, tentare di risolvere la situazione precaria (aiuto nella ricerca di lavoro e servizi sociali).
  3. In relazione agli educatori:
    • Creare uno staff di educatori professionali, capaci, coscienti, responsabili ed eticamente coinvolti circa il valore della solidarietà.

Guaianazes, i lavori a Casa 1

Dal 2004 stiamo lavorando per l’ampliamento di Casa Dos Meninos I, nel quartiere di Guaianazes, a San Paolo. Il progetto, che prevede la costruzione da zero di una nuova struttura, portera’ ad un raddoppio dei posti attualmente disponibili per i ragazzi. Purtroppo, ad opera quasi ultimata, nel mese di maggio 2005 un violento tifone ha colpito Guaianazes danneggiando molto gravemente la struttura stessa.

Attualmente l’opera è quasi ultimata, anche se i lavori procedono a rilento per carenza di fondi. Mancano l’impianto elettrico, idraulico e i sanitari, i serramenti e gli arredi interni.

Abbiamo bisogno ora piu’ che mai dell’aiuto di tutti per continuare nella costruzione della nuova Casa Dos Meninos I.
Grazie di cuore!

Centro Social Fè e Alegria

Contesto

Itaquera è un distretto di circa 200.000 abitanti della città di San Paolo. La realtà del contesto metropolitano della città di San Paolo è tristemente noto: il tasso di disoccupazione è a livelli mostruosi, se confrontato con quello di paesi sviluppati, mentre il salario minimo per lavoratori in regola è di 200 Reais, somma completamente inadeguata a ricoprire i bisogni primari delle famiglie. Tale stato d’estrema precarietà economica, unitamente alla mancanza d’opportunità di miglioramento socioeconomico, ha creato nella metropoli di San Paolo fenomeni tragici quali l’abbandono sulla strada dei minori da parte delle famiglie (i cosiddetti “meninos de rua”), altissimi tassi di micro e macro criminalità tristemente esemplificati dalle statistiche ufficiali che parlano di una morte violenta ogni 90 minuti. Oltre a ciò, sono ben noti i problemi legati allo spropositato inurbamento che la città di San Paolo ha subito, producendo fenomeni d’abusivismo edilizio conosciuti con il nome di favelas.

Il centro

In tale scenario risulta di primaria importanza l’impegno nella difesa, nell’educazione e nella tutela dei minori, e in questa direzione è stato creato nel 1966 il “Centro Social Fè e Alegria” della Parrocchia di Sant’Ana. Modena Terzo Mondo assiste lo sviluppo e le attività del centro da circa otto anni. E’ doveroso ricordare che la collaborazione nata appunto otto anni fa, è il frutto dell’impegno e della sensibilizzazione espressa da Padre Josè Antonio da Silva, ex direttore del centro, ora efficientemente sostituito da Padre Manoel Olavo Amarante.

Questo centro si compone d’un asilo ospitante circa 200 bambini d’età compresa tra i 3 mesi e i 5 anni, di una sala parrocchiale adibita alle riunioni educative con le famiglie dei bambini ospitati, di una palestra per attività sportive utilizzabile dall’intera comunità del quartiere e dalla “Casa da Fraternidade”, una struttura per l’accoglienza di 24 ragazzi portatori di handicap.
Nel centro “Fè e Alegria” i bambini e i ragazzi, ospitati per 8 ore al giorno, ricevono quotidianamente 3 pasti (cosa raramente possibile all’interno dei propri nuclei familiari), usufruiscono di spazi protetti per giocare e possono ricevere un’educazione fornita da personale pedagogico specializzato.

Le attività dell’asilo

L’asilo essenzialmente svolge funzioni educative, assistenziali e di promozione umana: in un contesto sociale purtroppo caratterizzato da diverse carenze, l’asilo rappresenta una struttura sociale stabile e sicura ed un punto di riferimento etico.
Uno dei principali obiettivi dell’asilo, tra l’altro, è stimolare le famiglie dei bambini assistiti circa l’acquisizione dei valori e delle informazioni formative necessarie per superare problemi come: l’instabilità emozionale dei genitori e dei figli, gli ostacoli nella relazione e nel rapporto con i figli, le cause delle separazioni precoci, l’alcoolismo, la droga, la violenza su minori e la prostituzione. A tale fine, quindi, l’asilo cerca di creare un rete collaborativa e d’assistenza con le famiglie.
Le attività più specifiche svolte dall’asilo sono: assistenza pedagogica, assistenza alimentare, controllo costante circa l’igiene e la salute del bambino, attività ludiche e ricreative (musica e teatro).

Obiettivi:

  • Assistere i bambini nel loro sviluppo, garantendo loro adeguata risposta alle necessità biologiche, psichiche e sociali.
  • Valorizzare, rispettare ed approfondire le peculiarità e le potenzialità d’ogni bambino.
  • Favorire le relazioni e i rapporti tra il bambino e se stesso, tra il bambino e i suoi compagni, tra il bambino e gli adulti e tra il bambino e il suo contesto sociale.
  • Responsabilizzare i bambini.
  • Fare acquisire al bambino i primi principi etico-solidali utili nei rapporti relazionali e per affrontare la sua realtà sociale e famigliare.
  • Favorire le attività di svago utili per l’equilibrio e la stabilità emotiva del bambino.
  • Garantire un’alimentazione equilibrata e ricca.

Le attività della “Casa da Fraternidade”

Le attività svolte dalla “casa” sono finalizzate all’assistenza e alla formazione dei portatori di handicap. Il servizio offerto si dimostra molto importante e necessario, vista la ridotta capacità di sostegno espressa a famiglie che non dispongono già di base di risorse necessarie per il proprio sostentamento.

Obiettivi:

  • Sviluppare e perfezionare le potenzialità del portatore di handicap, al fine di minimizzare le sue difficoltà d’adattamento circa le situazioni che descrivono la sfera sociale.
  • Sviluppare, creare e alimentare nel ragazzo “Down” il concetto di coscientizzazione individuale, rafforzando la sua autonomia, il suo valore di essere sociale, il suo senso d’appartenenza e di partecipazione alla propria storia, e migliorando la sua capacità di interagire all’interno della società.
  • Migliorare le condizioni di vita della popolazione povera che non dispone dell’accesso a strutture specifiche per l’assistenza verso i diversi tipi di deficienza.
  • Coinvolgere gli assistiti in attività ricreative come teatro, musica, sport ed artigianato.

I programmi di per il futuro

Modena Terzo Mondo aiuta il “Centro Social Fè e Alegria” dal 1996, e da allora una media d’una ventina di volontari modenesi (e non) si reca ogni anno per conoscere quella realtà e collaborare attivamente. In questi anni Modena Terzo Mondo, con il suo aiuto economico e con la presenza dei suoi volontari, ha partecipato alla crescita di questa struttura e al miglioramento dell’offerta formativa per i ragazzi ospitati.
Nel 2004, tra l’altro, siamo riusciti a ristrutturare completamente la sezione dell’asilo nido (per i bambini da 3 mesi a 1 anno).
Durante il 2005 è stata ristrutturata completamente la Casa da Fraternidade, con un grande sforzo economico. Attualmente stiamo raccogliendo i fondi per ampliare la struttura stessa, realizzando nuove aule per i ragazzi.