L’Associazione Modena Terzo Mondo sostiene da anni molti progetti in diverse città del Goias. Presentiamo questi progetti raggruppandoli per comodità in un paio di sezioni: la prima e più vasta, denominata in maniera generica “Goias”, contiene tutti i progetti che seguiamo nelle cittadine di Goiás Velho, Itaberaí ed Itapirapuã; la seconda, “Goiania”, raccoglie i progetti sostenuti nella città omonima, capitale dello stato.

Contesto

Lo stato di Goiás è il più centrale fra gli stati del Brasile; negli anni ‘60, una porzione del suo territorio, a est, è stata ceduto al governo federale per l’insediamento della capitale Brasilia. Dal 1934 la città di Goiânia è diventata capitale dello stato di Goiás, ed oggi conta quasi un milione e mezzo di abitanti. Prima di Goiânia, la capitale era la cittadina di Vila Boa di Goiás, conosciuta anche con il nome di Goiás Velho (vecchio), oggi Patrimonio della Umanità, pregevole e famosa per l’architettura coloniale, i fiumi balneabili, le cascate, le strutture di agriturismo, una bellissima comunità di monaci Benedettini e tante chiese in stile d’epoca. È anche la sede della Diocesi di Goiás che comprende circa 23 comuni (ovvero 23 parrocchie).

L’origine del Goiás è molto legata a San Paolo: furono i paulisti, cercatori d’oro e d’indios, ad arrivare per primi in Goiás nel XVII secolo, nel periodo conosciuto in Brasile come quello della ‘corsa all’oro’. Quando l’oro cominciò a scarseggiare, l’economia si spostò su altre fonti: sull’agricoltura (fra le coltivazioni principali vi sono riso, mais, fagioli, soia, arance), sull’allevamento del bestiame (bovini, suini, ovini, equini) e sull’attività di estrazione dei minerali (fra cui l’amianto, il calcare e soprattutto diamanti e oro).

Solo recentemente, oltre all’estrazione dei minerali e all’agricoltura, ha mosso i primi passi l’industria alimentare e metallurgica. Lo Stato di Goiás occupa una area di circa 341.289,5 kmq, con circa 6 milioni di abitanti. Ha un clima tropicale, con periodi ben distinti: l’estate, da dicembre ad aprile, che coincide con la stagione delle piogge e l’inverno, da maggio a fine agosto, che coincide con la stagione secca. Il rilievo orografico è caratterizzato da un altipiano centrale il cui suolo è molto fertile, la parte geologicamente più antica del Brasile, coperta da savana (cerrado), bagnato dai fiumi Araguaia e Tocantins.

L’Araguaia è il fiume più frequentato dai turisti che trascorrono il periodo delle ferie nei campeggi sulle spiagge delle sue rive. Nella stagione secca, oltre al citato fiume, sono gradite anche le acque termali a Caldas Novas e Rio Quente, la cittadina di Pirinopolis molto caratteristica con una infinità di cascate nella zona e l’eco-turistica Chapada dos Veadeiros. Nonostante un’apparente abbondanza di cibo e un serie di bellezze naturali e turistiche, vivono in Goiás tante persone bisognose, prive dei loro diritti più elementari.

Soprattutto si segnala il fenomeno della urbanizzazione della popolazione, gente sradicata dalla terra che, con la speranza di una vita migliore, raggiunge la grande città, dove il sogno si infrange in una vita nelle baracche della periferia fra miseria e infinite difficoltà. Il Goiás è anche conosciuto per due aspetti in particolare: il possesso della terra da parte dei grandi proprietari terrieri latifondisti, e la lotta per la medesima terra da parte dei piccoli contadini senza campi da coltivare. In questo contesto, la città di Goiás Velho è considerata la culla degli “asentamenti”, gli accampamenti dei senza terra. Appoggiati soprattutto dalla Diocesi di Goiás (CPT), questi contadini si organizzano in cooperative, associazioni, movimenti ecc. e lottano in maniera organizzata per arrivare ad ottenere dallo stato federale l’agognata riforma agraria.

È in questo contesto che da 13 anni opera l’associazione Modena Terzo Mondo, appoggiando ed aiutando numerosissimi progetti a Goiânia e nella Diocesi di Goiás (che mantiene da 40 anni un gemellaggio con la diocesi di Modena, anche grazie a numerosissimi Missionari modenesi che vivono o hanno vissuto laggiù). Il sostegno è soprattutto destinato ai bambini, ai contadini senza terra, ai più poveri, agli alcolizzati e tossicodipendenti, alle comunità di base anche attraverso la creazione di mezzi di comunicazione ed informazione alternativi.

I progetti sviluppati nascono sempre dalle comunità locali e tramite i missionari modenesi l’associazione cerca di dare una mano per fare diventare possibile il diritto di vivere in un mondo più giusto, più equo, solidale, dove tutti hanno il diritto di fare colazione, pranzo e cena ogni giorno.

Progetti in Goias

 

CPT (Commissione Pastorale della Terra)

Città di Goiás Velho (Diocesi di Goiás) – Borse di studio – Sostegno alla pastorale della terra

Il progetto ha lo scopo di divulgare informazioni alla popolazione, attraverso video e bollettini, circa la situazione degli accampamenti dei senza terra e, soprattutto, circa i principi che muovono le loro organizzazioni. Con queste attività si raccoglie il bisogno dei piccoli contadini e dei loro movimenti di far sentire la propria voce, quella che i mezzi di informazione ufficiali quasi sempre distorcono ottenendo il risultato di trasmettere alla gente idee faziose e spesso violente dei senza terra.

Progetto Radio Vila Boa FM: per una comunicazione democratica in Brasile

Città di Goiás Velho (Diocesi di Goiás)

Contesto

Le emissore di radiodiffusione comunitaria sono un fenomeno recente nella storia del Brasile. Ricevettero ufficilamente il permesso di funzionare a partire dal 1998. Trasmettono in FM a bassa potenza e copertura. Devono attendere alle necessità culturali, sociali, educative, di svago e servizio alla comunitá che riceve il segnale. E’ una loro funzione anche quella di servire come laboratori per studenti di comunicazione e giornalismo. Stazioni di radio comunitarie non possono operare con a scopo di lucro, sopravvivendo con pochissimo budget. Devono tralaltro intuire quali sono le esatte priorità e i desideri della comunità che, per quanto piccola, può presentare diverse tendenze culturali e sociali.

Radio Vila Boa FM: radio comunitaria nella comunità vilaboense

La Radio Vila Boa è una radio alternativa, comunitaria e non commerciale. Lo scopo è dare voce a tutti i cittadini e alla società civile organizzata, dando spazio ai loro punti di vista, alle loro proposte e riflessioni critiche. Con il sostegno di Modena Terzo Mondo sono state costruite la sala d’incisione, la cabina di regia e sono state fornite le attrezzature per la trasmissione della musica: la radio oggi ha il 60% degli ascolti. Per tutti i dibattiti trasmessi lo statuto prevede la ‘par condicio’ nel rispetto della democrazia. Da cinque anni ogni mattina Radio Vila Boa lavora per le migliaia di ascoltatori che aspettano l’inizio delle trasmissioni con l’impegno di reppresentare e rispondere alle necessità della comunità vilaboense.

Molti, la maggior parte, fanno della trasmissioni di questa radio parte della loro routine quotidiana. Ma le persone sono così tante e le comunità così segmentate che risulta effettivamente difficile accontentare tutti. Sono creati spazi per le manifestazioni culturali locali, dando così priorità alla musica locale, alle notizie locali e ad eventi comunitari. Viene anche valorizzata l’espressione religiosa dei gruppi che ritengono necessario usare il mezzo radiofonico come quella di gruppi organizzati politicamente e socialmente. Eventi civici, relazionati alla cittadinanza, al diritto d’espressione e alle necessità fondamentali del cittadino ricevono particolare attenzione nella programmazione di Vila Boa FM. Appoggio incondizionato viene dato a situazioni di emergenza vissute dalla comunità. Nel marzo 2007 per esempio, quando forti pioggie danneggiarono totalmente o parzialmente case di famiglie indigenti nella zona più povera della città.

I cittadini usarono i microfoni della radio per sensibilizzare la popolazione riguardo le necessità delle vittime. A partire dalla programmazione di Vila Boa FM autorità politiche coinvolte nel volontariato manifestarono la loro opinione e dichiararono il loro appoggio per la ricostruzione delle abitazioni. Campagne per la distribuzione di alimenti ed abiti hanno costituito parte integrante della programmazione. Commercianti e cittadini comuni sono stati chiamati a fare donazioni di alimenti da inviare ai bisognosi. Gli organismi ufficiali che lavorano per il benessere dei cittadini si sono avvalsi del potere della comunicazione per avvisare dell’arrivo di beni e della loro eventuale distribuzione.

Obiettivo generale

Dare visibilità alle esigenze della comunità vilaboense e voce alla comunità stessa.

Budget

I programmi sono finanziati dai vari movimenti sociali: non ci sono pubblicità private. Fra i partner della radio ci sono la Diocesi di Goiás, CPT, MPA. Modena Terzo Mondo ha sostenuto l’ampliamento della struttura.

Scuola Famiglia Agricola

Città di Goiás Velho (Diocesi di Goiás)

Scuola Famiglia AgricolaProgetto: Pedagogia della alternanza nella Scuola Famiglia Agricola di Goiás.
La scuola famiglia agricola è una associazione di genitori e figli, senza scopo di lucro, con finalità educative e pedagogiche, nata nel 1992. L’obiettivo della Scuola è impedire che i giovani figli di contadini si sradichino della loro terra. La metodologia della scuola è quella dell’alternanza: per 15 giorni i ragazzi studiano con applicazioni teoriche e pratiche la cultura della loro terra nella scuola e per 15 giorni restano nelle loro case, con i loro genitori, per mettere in pratica e condividere con loro ciò che hanno appreso, collaborando con la famiglia e con la comunità a migliorare le tecniche di lavoro.

Quest’anno la Scuola conta 151 alunni divisi tra Scuola media inferiore, superiore e Scuola professionale. Questo progetto raggiunge circa 98 famiglie di contadini provenienti da 16 comuni della regione. Grazie al sostegno dell’associazione Modena Terzo Mondo e del comune di Formigine la scuola ha ricevuto nuova linfa e ha ottenuto un finanziamento pubblico che ha permesso la realizzazione di molte migliorie. In tutto il Brasile ci sono solo 20 scuole come questa.

Casa do Migrante

Città di Goiás Velho (Diocesi di Goiás)

Realtà sociale

La città di Goiás, dopo aver ottenuto il titolo di Patrimonio dell’Umanità, divenne un gran centro di migrazioni. Le persone che arrivano per migliorare le proprie condizioni socio-economiche e culturali hanno bisogno di appoggio nel riscattarsi dalla loro condizione di cittadini attraverso l’integrazione e la promozione sociale. La città di Goiás inoltre deve affrontare tutti i principali problemi comuni a tutto il Brasile: disoccupazione, mancanza di terra, salute ed educazione per i giovani. La soluzione trovata, principalmente per i lavoratori senza terra e disoccupati, fu quella di inserirsi nel processo di Riforma Agraria, consideradola uno dei movimenti più forti del comune. Il risultato è che il comune di Goiás ha ora 22 insediamenti. Questo è uno dei motivi dell’aumento del flusso migratorio di persone da altri comuni verso la città di Goiás. La maggior parte delle famiglie insediate non hanno residenza nella città e nel caso sorgano problemi di salute o di di altra natura non hanno neppure dove passare la notte.

Storia della casa

Casa del MigranteLa Diocesi di Goiás, assieme alla Pastorale del Migrante, dopo aver assistito centinaia di persone povere costrette a un costante esodo ha deciso di creare un centro di accoglienza, chiamato “Casa del Migrante”. La struttura, inaugurata il 18 Febbraio del 2000, è nata essenzialmente per dare appoggio ed assistenza a persone indigenti che giungevano dalle campagne nella città di Goias per visite mediche o per stare vicino ad un famigliare ricoverato nell’ospedale cittadino. Il centro ha poi iniziato ad accogliere persone di altri stati brasiliani, emigrati in città per cercare fortuna e per inserirsi nel mondo del lavoro artigianale e turistico, in particolare dopo la promozione della città dell’UNESCO a Patrimonio dell’Umanità. La struttura riesce ad accogliere fino a 30 persone.

Obiettivo

Ricevere le persone migranti, pellegrini\e bisognosi, accogliendoli nelle loro differenze e facilitando la loro integrazione nella comunità e nella società locale garantendo un trattamento umano e degno.

Metodologia

Si cerca di conservare lo spirito missionario nell’ accoglienza. Nell’accogliere queste famiglie povere in movimento è come se si accogliesse il Cristo Pellegrino garantendo un tratamento umano. Attraverso studi e riflessioni, si cerca di far comprendere le cause, le conseguenze e le implicazioni pastorali della mobilità umana. Per coordinare questo centro di accoglienza, oltre alle Sorelle Scalabriniane, esiste un’ equipe di leigos e leigas scalabrinianos, connessi alla Pastorale del Migrante che, con grande dedicazione, offre servizio volontario nella casa.

Budget e collaborazioni

Casa del Migrante (targa)Si è aperto un piccolo convegno con lo Stato ma nel frattempo il budget destinato all’alimentazione e pagamento delle bollette dell’acqua e della luce arrivano sempre molto tardi. Oltre questa collaborazione la comunità locale ha contribuito con alimenti. Essendo una contribuzione sporadica ed essendo l’attività del centro costante, la donazione non copre tutte le necessità della casa. Modena Terzo Mondo, grazie anche al sostegno del comune di Modena, sostiene la casa da circa un anno, contribuendo alle spese di mantenimento della struttura, garantendo lo stipendio e la presenza all’interno della casa di due operatori sociali, che affiancano quotidianamente i venti volontari impegnati nel servizio. Oggi, la casa del migrante si mantiene fedele ai principi per i quali fu creata grazie alla solidarietà di questi gruppi.

Centro Comunitario Goiás 2

Città di Goiás Velho (Diocesi di Goiás)

Contesto sociale e storia del quartiere

Goiás II è il nome di un quartiere situato nella periferia della città di Goiás. È il settore più distante dal centro – 7 km. Con la donazione di 101 case popolari da parte della Stato in collaborazione con la prefettura, che offrì i lotti e il materiali di costruzione, il quartiere popolare sorse nel 1994, fu inaugurato nel 1995 e oggi già conta 200 abitazioni. Il settore Goiás II ancora non dispone di asili, scuole, punti di salute o pavimentazione nelle strade. La situazione di povertà di questo luogo è considerevole, il disagio sociale molto forte, le alternative poche e delinquenza, droga e prostituzione molto diffusi. Non ci sono importanti attività commerciali e c’è un solo agente di salute comunitario. Grazie al lavoro di alcune pastorali della diocesi di Goiás, molte famiglie si unirono nella ricerca di migliori condizioni di vita.

Nella comunità si creò quindi un’associazione del quartiere, composta dalle famiglie di quel luogo. Seppur di fronte a molte difficoltà, la comunità cerca di realizzare tutti gli anni feste a giugno, a natale, commemora il giorno del bambino e organizza alcune attività per il tempo libero. È utile sottolineare il buon lavoro realizzato dalla pastorale per bambini di 0-6 anni, che fra le altre cose fornisce uno speciale tipo di alimento per combattere la denutrizione. È anche stato sviluppato un lavoro con le gestanti. Di fronte a tante sfide la comunità fin dall’inizio ha cercato di creare migliori condizioni per la socializzazione. L’ anno in cui il quartiere nacque, un gruppo di donne andò fino alla prefettura municipale rivendicando un lotto comunitario per poi costruirci un centro comunitario per il settore. Mesi dopo ricevettero una risposta positiva. Il lotto ottenuto è di 700 m2.

Nascita del centro

Centro Goias IIA partire da questa importante conquista della comunità, un numero considerevole di famiglie cominciò a organizzarsi per creare le condizioni necessarie alla costruzione del Centro Comunitario. Con l’aiuto di alcune persone e pastorali, l’opera iniziò nel 2002. Da allora le difficoltà non furono poche. Attualmente ci sono le pareti esterne ma l’opera è ferma mancando fondi per il tetto, finestre e porte. Lo scopo del Centro è di essere un punto di riferimento per le famiglie del quartiere in grado di dare loro sostegno e favorire l’integrazione nella comunità.

Obiettivi

Obiettivo generale:

  • Rendere possibile lo sviluppo umano, sociale, culturale, religioso e di svago.

Obiettivi specifici:

  • Rafforzare i vincoli di integrazione familiare;
  • Mettere a disposizione spazio fisico per la realizzazione di catechesi, riunioni, feste di compleanno, attività religiose, scuole di alfabetizzazione o altre attività affini.
  • Portare avanti lavori d’accompagnamento dei bambini denutriti e con le gestanti.

Metodologia

La metodologia di lavoro prevede l’inserimento e la partecipazione del vicinato, lavoro volontaro, visite esterne e fiducia in Dio.

Fondi e collaborazioni

Sono state ricevute donazioni dagli abitanti della città e principalmente della NGO Modena Terzo Mondo. Sono state anche organizzate feste sociali con bingo, aste, mercatini dell’usato. La parrocchia Santana ha donato sedie e banchi. Il sogno adesso sarebbe quello di migliorare il centro comunitario, praticamente pronto, aggiungendo un annesso per ricavare sale dove fare corsi di formazione, catechesi e altre attività che promuovano la vita di chi vi risiede.

Casa di Formazione Movimenti Popolari

(Chácara) Goiás Velho (Diocesi di Goiás)

In sintonia con la lotta dei contadini che si organizzano in piccole associazioni, i movimenti agricoli pensano di costruire una casa che potrà ospitare fino a 25 persone. Primo scopo della struttura è la formazione ai piccoli agricoltori del MST. La chácara (fattoria) è di proprietà del monastero di Goiás; il progetto prevede la promozione di corsi di formazione sulla agricoltura famigliare, ecologica e associativa; corsi di tecniche organiche di trattamenti del suolo e degli animali; formazione per apicoltori e piscicultori in regime famigliare; formazione per gli agenti della pastorale dell’ambiente rurale e incontri di giovani della pastorale rurale. Momenti di convivialità per l’associazione Kairòs (parte del movimento fede e politica nella regione e degli avvocati dei diritti umani della diocesi di Goiás).

Costruzione della cappella Chàcara Paraíso

La realtà sociale

Il progetto ha come obbiettivo quello di fornire un servizio al Comune di Goiàs e ai 23 Comuni confinanti appartenenti alla Diocesi di Goiàs. La città di Goiàs ha una popolazione di 24 mila abitanti con livelli di disoccupazione e sotto-occupazione uguali all’intero Stato di Goiàs. L’ultimo censimento ha evidenziato una riduzione della popolazione nella città dovuta all’emigrazione dei giovani verso le città vicine alla ricerca di migliori condizioni di vita. Questo deficit di lavoro spinge le persone a trascorrere le notti e giorni nei bar e nelle piazze della città a bere. Atre persone cercano alternative negli accampamenti dei “senza terra” e finiscono per essere espulsi a causa dell’abuso di alcool e droghe. La regione è caratterizzata da lavori temporanei, come nel campo del turismo e nelle piantagioni di canna da zucchero e pomodori, creando così un’oscillazione tra disoccupazione e occupazione.

È una regione con un basso tasso di scolarità e molto maschilismo, dove bere è un modo di provare la propria virilità. La società non accetta l’uso di droga ma non crea nessun allarmismo, facendo cadere le colpe sul turismo. Un programma del Governo è la realizzazione in città di FICA (Festival Internazionale di Cinema e Video Ambientali) che comporta una grande movimentazione di denaro. Gli invitati lasciano messaggi che mancano di rispetto per la natura e l’essere umano. Nell’ultima edizione del Festival un gruppo musicale chiamato “Cachorro Grande” e il cantante Luiz Melodia hanno incentivato al microfono l’uso delle droghe durante le loro esibizioni.

La storia di Chàcara

Sulla spinta della richiesta di famiglie alla ricerca di trattamenti per alcolisti e tossicodipendenti con difficoltà ad entrare in centri di recupero, è nata l’istituzione denominata “Chácara de Recuperação Paraíso” e successivamente un progetto di reinserimento sociale per la promozione dei ricongiungimenti famigliari e sociali. I tossicodipendenti (molto spesso ragazzini) rimangono in questa casa per un periodo di nove mesi e sono seguiti da psicologi e da un direttore spirituale. I pazienti entrano completamente debilitati senza chiare prospettive di vita, avendo perso, nella maggior parte dei casi, moglie e figli. Durante il trattamento li aiutiamo nel rafforzamento dell’autostima, mostrando loro i cambiamenti necessari nelle relazioni famigliari o la ricerca di nuovi contatti umani. Sosteniamo le riconciliazioni di padri e fratelli.

Missioni e obiettivi

Il nostro obbietivo sono: – il recupero di alcolisti e/o farmacodipendenti e la loro reintegrazione nella famiglia e nella società; – offrire assistenza a tossicodipendenti, con la prospettiva di accogliere in futuro prioritariamente portatori del virus HIV-AIDS, donne gravide e adolescenti orfani; – appoggiare gruppi o persone nel recupero della dignità umana. Lottare per il superamento delle disciminazioni razziali, sessuali, di età e religiose e di qualsiasi altro tipo di discriminazione; – accompagnare le famiglie delle “persone in recupero”, seguendone passo dopo passo il trattamento; – organizzare la produzione, messa a punto e commercializzazione di prodotti agricoli, artigianali ecc., monitorando come le persone in trattamento usano il loro tempo e promuovendo l’auto-sostentamento economico; – offrire occasioni di incontro per le famiglie delle persone in trattamento.

Procedimenti metodologici

Il nostro lavoro è basato su tre elementi: preghiera, lavoro/disciplina e terapia di appoggio. La spiritualità permette all’individuo di scoprire che Dio è essenziale nel processo di cambiamento. Il conforto derivante dal sapere che l’essere umano non è mai solo e che è presente un Potere Superiore che lo guida, è di grandissima importanza in questa fase di transizione e bruschi cambiamenti. L’orientamento religioso seguito dalla comunità terapeutica è di tipo ecumenico. Riceviamo assistenza da parte della Chiesa Cattolica e dalla Chiesa di Cristo. Precisiamo che non si esige la conversione religiosa da parte dei pazienti (accettiamo infatti persone di tutte le religioni, inclusi gli atei), ma tutti sono tenuti a partecipare alle riunioni di gruppo.

La terapia occupazionale si svolge per obbiettivi: oltre che dire “no alla pigrizia”, si punta sull’apprendimento del valore del lavoro e di molti altri valori come lavorare sui sentimenti, scoprire e perfezionare abilità, aumentare la propria autostima, produrre con la possibilità di vedere il frutto del proprio lavoro, accettare limiti e regole, avere disciplina, sostenere responsabilità, imparare il mutuo soccorso, rafforzare il rispetto per il prossimo, la concentrazione e l’attenzione, apprendere il concetto di inizio e fine di una attività, migliorare la condotta personale, il carattere e la capacità di organizzazione, riabilitarsi fisicamente.

Il gruppo terapeutico: la finalità è quella di permettere ai soggetti di aprirsi a partire dal proprio immaginario, e contemporaneamente favorire in ognuno di loro la visualizzazione degli effetti che le loro fantasie producono all’interno del gruppo. Queste fantasie individuali sostengono le azioni, i progetti, le intenzioni e i desideri di un uomo, e sono il fondamento di quello che è presente nell’inconscio di chiunque. Il “gruppo terapeutico” insegna all’individuo l’auto-conoscenza.

I dodici passi di AA – Alcolisti Anonimi. Il gruppo si riunisce regolarmente per discutere i propri problemi, condivedere le vittorie e per appoggiarsi reciprocamente. Una delle caratteristiche più note del programma è la tradizione di presentarsi nelle riunuioni con il proprio nome, ammettere la propria dipendenza e ottenere i mezzi adeguati per evitare ricadute. L’idea di fondo è quella che l’individuo termini la permanenza ottendendo una soluzione a suoi problemi famigliari, rafforzato per trovare un lavoro e risolvendo le difficoltà senza ritornare all’uso di droghe o alcool.

Ricreazione è un modo di trascorrere il tempo per distrarsi attraverso rilassamento mentale e fisico. Mentre il tempo libero può essere una forma di intrattenumento o di riposo, la ricreazione esige impegno in attività. I giochi di ricreazione puntano solo al divertimento dei giocatori, poiché non si tratta di giochi sportivi dove è necessaria la competizione. L’importanza di questo si deve al fatto che i giochi ricreativi creano un processo che genera un benessere fisico e mentale per l’individuo.

Sport è il nome dato ad attività fisiche realizzate da persone che accettano regole e partecipano a competizioni. La pratica sportiva fa bene alle persone e alla società in quanto riduce la comparsa di malattie e contribuisce alla formazione fisica e psichica. Gli sport incentivano una crescita salutare delle persone. Lo sport è importante, al di là dei benefici noti, come miglioramento psicomotorio, come incentivo alla socializzazione, alla capacità di socializzazione e di realizzazione, per l’apprendimento della disciplina e per la creazione della consapevolezza che tutti gli sforzi ottengono compensi: l’allegria della vittoria e la capacità di saper perdere. Lo sport è inoltre un modo di tenersi lontato dalle droghe.

Yoga è una pratica ancestrale di origine indiana che ha obbiettivi differenti: auto-conoscenza, equilibrio tra corpo e mente, salute fisica e spirituale e cominione tra l’individuo e il mondo che lo circonda.

Budget

La diocesi di Modena, atraverso la richiesta di don Isacco Spinelli, parroco oggi a Formigine, ha donato 14.000 euro dal testamento di don Marchiori, che sono serviti ad iniziare il lavoro di ampliamento della casa. Una volta finita la ristrutturazione, la casa potrà ospitare circa 30 persone, anche ragazzi di 15-16 anni, dando priorità a quelli di reddito familiare più basso. La Diocesi di Goiás ha dato la fattoria per accogliere la casa; Modena Terzo Mondo ha aggiunto la quota mancante la ristrutturazione.

Casa Agricoltura Famigliare

Città di Goiás Velho (Diocesi di Goiás)

Casa dell'agricolturaLa casa dell’agricoltura famigliare è un spazio di integrazione e scambio tra i piccoli agricoltori famigliari e la popolazione urbana. La casa è nata per dare la possibilità ai piccoli contadini di commerciare i prodotti da loro coltivati a prezzi equi e solidali, con la possibilità per le loro famiglie di continuare il lavoro nelle campagne, di migliorare le proprie condizioni di vita, di guadagnare più autonomia e rinforzare la propria identità culturale contadina. La Diocesi di Goiás ha messo a disposizione la struttura (un ex ristorante) che oggi è perfettamente funzionante durante tutta la settimana; ogni giorno 40-50 famiglie si ritrovano per vendere i loro prodotti, per un totale complessivo di 300 famiglie beneficiate. Nei momenti extra commercio, i contadini tengono nella casa le loro assemblee nelle quali discutono e si confrontano, apprendono nozioni culturali e sociali attraverso conferenze a tema, ecc…

Centro São Francisco (centro comunitario e asilo) Itaberaí

Diocesi di Goiás

Il centro San Francesco è un asilo per i bambini della comunità di S. Francesco, nel quartiere Jardim Cabral, a Itaberaì. Scopo del Centro è quello di dare l’opportunità alle mamme di andare a lavorare e avere un posto sicuro in cui lasciare i propri figli, per salvaguardarli dalla strada, cioè dalla violenza, dal degrado sociale, da prostituzione, delinquenza, malavita. I bambini ricevono tre pasti al giorno e svolgono attività educative e ricreative. Il Centro ospiterà circa 120 bambini (ma molte altre sarebbero le domande per l’accoglienza). La struttura, oltre a servire per asilo, soddisferà anche i bisogni della comunità, degli anziani, dei catechisti, ecc.
Il Centro sarà dotato anche di un orto comunitario per essere autosufficiente e contribuire alle spese con la vendita di quanto non necessario alla struttura. Tutta la struttura è stata completata con il sostegno di Modena Terzo Mondo, della provincia di Modena, del comune di Formigine.

Centro educativo per bambini ed adolescenti di Fernanda Park (CECAFP)

Diocesi di Goiás

Realtà sociale

Nello stato di Goiás si trova la cittadina di Itaberaí. I suoi abitanti al momento sono 23.000 ma il numero è in rapida espansione a causa della immigrazione dalla campagna circostante ed da altri villaggi della regione. Alla periferia della città è nato circa otto anni fa il quartiere di Fernanda Park dove vivono circa 1400 famiglie, la maggioranza carenti o miserabili. In questa zona il tasso di disimpiego è molto alto, come la mancanza di accesso a una educazione di buona qualità per bambini ed adolescenti. Questi giovani non possono contare sull’ appoggio dei genitori, spesso lontani da casa alla ricerca di un impiego o comunque senza i requisiti necessari ad aiutare i figli nei compiti scolastici. Per queste ragioni la comunità cristiana del quartiere ha pensato di realizzare un centro di appoggio per giovani.

Storia del centro

Il Centro educativo per bimbi ed adolescenti di Fernanda Park è nato nell’agosto del 1999 dalla collaborazione tra la Parrocchia di Itaberaí, la comunità cattolica del luogo e la scuola di quartiere. All´inizio i bimbi erano una ventina e seguivano il doposcuola nella cappellina del quartiere per due ore al giorno, dal lunedì al venerdì, aiutati da volontari della comunità. In seguito i bimbi aumentaroni progressivamente e gli obiettivi del lavoro furono meglio chiarificati. Quello che inizialmente era nato come doposcuola per pochi bimbi, diventa un centro educativo che mira a togliere bimbi e adolescenti dalla strada e ad offrire un’ educazione generale e di buona qualità in un ambiente familiare dove l´amore, il rispetto e l´accoglienza sono i valori più importanti. Bimbi e famiglie sono stimolati in questo modo a partecipare molto più che attraverso incentivi economici che il comune offre per chi frequenta altre strutture.

Con l’aumento dei bimbi è stata costruita, con aiuti di Modena Terzo Mondo, una palestra, in cui vengono realizzate attività sportive e il doposcuola. In seguito è stata comprata e ristrutturata una casa e si è deciso di costruire un vero e proprio centro più grande con 5 aule, una sala di informatica, una biblioteca, oltre alla cucina, la direzione, un campetto da pallavolo di sabbia, un parco giochi e una piccola piscina. I giovani che ora frequentano il centro sono circa 330 suddivisi in due turni di 4 ore ciascuno: quelli che frequentano la scuola alla mattina vanno al centro nel pomeriggio dall´una alle cinque e quelli che frequentano la scuola al pomeriggio usufruiscono del centro alla mattina dalle 7 alle 11.

Purtroppo lo spazio del centro, per quanto sia sfruttato al massimo, non riesce ad accogliere tutti quelli che vorrebbero partecipare. Le attività del centro comprendono sia il doposcuola (anche detto rinforzo scolastico) nel quale vengono svolti i compiti assegnati a scuola e affrontati e ripresi alcuni temi trattati durante le lezioni, sia programmi pedagogico – formativi come danza, pittura, corsi di informatica, di artigianato e capoeira.

Obiettivi

L´obiettivo principale è quello di collaborare con le famiglie e con la scuola per migliorare l’ educazione dei bimbi e adolescenti del quartiere, per aiutarli ad accrescere la loro autostima ed esercitare pienamente i loro diritti di cittadini. Per fare questo il centro si impegna a:

  • togliere i bimbi ed adolescenti, dai 5 ai 17 anni dalla strada, non considerata un ambiente educativo
  • aiutare bimbi ed adolescenti, fino alla terza media, nei compiti scolastici
  • aiutare bimbi ed adolescenti a crescere sani offrendo loro momenti di svago promuovere la loro socializzazione
  • aiutare bimbi ed adolescenti ad accrescere la loro autostima ed esercitare pienamente i loro diritti di cittadini attraverso attività sportive, giochi, pittura, teatro, informatrica e artigianato

Metodologia

Per raggiungere questi obiettivi è necessaria la fiducia da parte dei genitori e un clima non scolastico ma familiare. Per questo la direzione di questo lavoro è affidata ad una persona del quartiere che ama quello che sta facendo e lo fa come vocazione: lavora come volontaria ricevendo solo dalla parrocchia un contributo spese che le serve per sopravvivere. Questa direttrice è aiutata da altre 15 educatrici pagate dal comune o dallo stato, per la maggior parte scelte da lei e che vivono la stessa realtà dei bimbi ed adolescenti a loro affidati. Il clima che si percepisce nel centro è fortemente famigliare e affettuoso, dove l´educatore si propone come totalmente al servizio dei giovani.

Per lavorare in questo centro non è importante il diploma che uno ha ma la propria esperienza e soprattutto l´amore per bimbi ed adolescenti, pur essendo lo staff che vi lavora incentivato a migliorare anche la conoscenza teorica e a frequentare corsi di aggiornamento o la facoltà di pedagogia. Questo ha portato, in questi 6 anni di attività, ad un progressivo avvicinamento dei genitori al centro che sentono come spazio proprio. Molti vi lavorano, tanto che non c´è bisogno di cuochi-e o addetti-e delle pulizie, perché chi cucina o pulisce sono le stesse mamme che volontariamente hanno assunto questo impegno.

Risorse del centro

Essendo molto difficile che il centro sopravviva se non attraverso risorse proprie, in questi anni si è cercato di trovare risorse in loco. D’altra parte la crescita del numero di bimbi che lo frequentano ha reso impossibile, fino ad ora, il pieno raggiungimento di questo obiettivo. Il comune di Itaberaí e lo stato di Goiás hanno messo a disposizione educatori; il potere giudiziario sta donando parte del ricavato dalle multe per comprare generi alimentari non deperibili; un imprenditore del luogo offre ogni mese 250 Kg di carne di pollo; altre persone stanno collaborando con piccoli contributi mensili.

Si sta tentando di trovare risorse per comprare la carne, la frutta, la verdura che i bimbi mangiano a pranzo o cena, per medicine, materiale scolastico e didattico, nonché per il pagamento di acqua, luce e telefono che comportano una spesa di circa 1.500€ (mille e cinquecento) euro al mese. Per risolvere questo problema stiamo analizzando la fattibilità di alcuni progetti, ma per ora ci vediamo costretti a ricorrere all´aiuto di tanti amici italiani che sostengono il nostro sforzo.

Scuola popolare don Arrigo Beccari/Cepami (centro pastorale minori)

Diocesi di Goiás

Scuola Popolare BeccariIl centro CEPAMI è stato progettato nel 1996 per facilitare lo scambio famiglia-scuola e da allora MTM sta realizzando interventi finalizzati al miglioramento della vita dei bambini ed adolescenti provenienti dalle famiglie più disagiate. Nel 2002 sono stati effettuati importanti lavori grazie anche al contributo della Provincia di Modena e del Comune di Formigine. Dal 2005, soprattutto grazie all’attiva collaborazione della UISP, inizia a materializzarsi una nuova struttura polivalente capace di ospitare 250 ragazzi. Questa struttura è una reale alternativa alla vita degradata di strada che tanti adolescenti possono frequentare avendo la possibilità di praticare attività sportive come calcio, pallavolo, basket, nuovo, atletica e la capoeira, con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità del ragazzo all’apprendimento dei valori della condivisione, dello spirito di gruppo e della lealtà sportiva.

Dal 2007 A queste attività si affianca la Scuola Popolare “ Don Arrigo Beccari” (con il contributo del Centro Missionario Don Arrigo Beccari di Bagazzano/Nonantola) sorta i ricordo del sacerdote modenese che durante la Seconda Guerra Mondiale salvò più di 70 ragazzi/e ebrei dalla dittatura nazi-fascista, le attività culturali della scuola forniscono una ricchezza formativa che rafforza la personalità del/la ragazzo/a permettendogli di esprimersi attraverso l’arte L’artigianato, la pittura, il teatro, il ricamo, la musica, la poesia l’informatica, ecc…

Il centro, inoltre, garantisce a tutti i ragazzi un prezioso rinforzo scolastico e due pasti abbondanti nel refettorio ogni giorno. I lusinghieri risultati raggiunti da questo progetto, ora in fase di ulteriore ampliamento a seguito della forte richiesta della comunità locale, sono dovuti, oltre che al lavoro incessante svolto da MTM e dai suoi partner come il Centro Missionario Don Beccari e la UISP, dalla proficua collaborazione con lo Stato di Goias e del Municipio di Itapirapuà (Brasile), della Provincia di Modena, di 10 Comuni modenesi, della Fondazione Cassa di isparmio di Modena, nonché aziende private come l’Iti-Impianti e da tantissimi volontari e soci che ogni mese sostengono l’iniziativa.

Centro Polivalente Itapirapuà

Contesto

Il municipio di Itapirapuà è situato a 192Km da Goiania capitale dello stato del Goiàs, e conta una popolazione di 9.126 abitanti (dati IBGE 2002), distribuiti in 2.653 nella zona rurale e 6.474 nella zona urbana. L’economia è fondata principalmente sull’agricoltura, ma la terra è concentrata nelle grandi proprietà dei latifondisti. Il passaggio da un paese rurale ad una realtà inserita in un piano di modernizzazione e di industrializzazione, ha portato ad un aumento della produttività locale ma anche al concretizzarsi di numerosi problemi di ordine sociale per la popolazione. Il principale problema è l’immigrazione di varie famiglie dal contesto rurale verso quello urbano. Come conseguenza di ciò, si formano periferie segnate dalla criminalità e dalla disoccupazione. Le famiglie decidono di lasciare i campi per seguire il ”sogno metropolitano”, ma il più delle volte, stabilendosi nel contesto urbano, sono costrette a scendere a compromessi e a retribuzioni sottopagate. La vita in città si dimostra più cara, di conseguenza spesso entrambi i genitori sono obbligati a lavorare. In queste condizioni spesso i figli sono abbandonati a se stessi. I bambini e gli adolescenti passano quindi le loro giornate sulla strada, crescendo in una realtà segnata da delinquenza, analfabetismo, prostituzione e droga.

Il centro per minori

Il centro CEPAMI (Centro de Pastoral do Menor de Itapirapuà) è stato progettato nel 1996 per facilitare lo scambio famiglia- scuola. Nel 2002 è stato costruito e avviato un nuovo centro per minori, gestito da CEPAMI in collaborazione con lo stato di Goias e la municipalità locale. Importante è stato il contributo economico elargito dalla Provincia di Modena e dal Comune di Formigine. La struttura preesistente, che ospitava bambini e adolescenti provenienti dalle famiglie più disagiate, era assolutamente inadeguata. La nuova struttura, ideata grazie alla collaborazione del monaco e architetto Frei Celso e della precedente direttrice Aparecida Macedo Larindo, è stata inaugurata il 18 luglio 2003 e accoglie già 160 bambini offrendo loro rinforzo scolare, attività manuali per la produzione di articoli di artigianato destinati alla vendita, attività sportive (limitate per mancanza di spazi idonei) e ricreative. Il mantenimento della struttura è quasi autonomo; gli stipendi degli insegnanti sono pagati da Stato e dal Municipio. Il sostegno della comunità locale, preziosissimo, assicura il vitto.

Obiettivi generali

Attività sportive: sono attività finalizzate a valorizzare le potenzialità del ragazzo eall’apprendimento dei valori della condivisione, della squadra, dello spirito di gruppo. Obiettivo: far conoscere lo sport al ragazzo, indirizzandolo verso i valori che l’attività sportiva evidenzia. Contenuto: calcio, pallamano, pallavolo, pallacanestro, atletica e nuoto. Attività culturali: forniscono una ricchezza formativa che rafforza la personalità del ragazzo, riavvicinandolo alla cultura del suo paese. Obiettivi: sviluppare e valorizzare il potenziale artistico del ragazzo, permettendogli di esprimersi attraverso l’arte. Contenuto: pittura, teatro, musica, ricamo, poesia.

Scuola alfabetizzazione accampamento – MST e CPT Itapirapuã

Diocesi di Goiás

Il progetto sostiene circa 90 famiglie di lavoratori contadini sem terra di due grandi accampamenti: Boa Esperanza e Padre Josimo, entrambi nel municipio di Itapirapuã. In questo comune esistono 5 accampamenti di lavoratori contadini che attendono e lottano per una riforma agraria che dia loro terra da coltivare, la terra dell’Incra (Istituto Nazionale di Colonizzazione e Riforma Agraria). Negli accampamenti l’indice di analfabetismo è circa del 50%: il progetto, con il sostegno di Modena Terzo Mondo e del comune di Nonantola, vuole promuovere la scolarizzazione dei giovani e degli adulti attraverso la pastorale della gioventù rurale e il Movimento Sem Terra. Consapevoli che più istruzione e formazione riceveranno i contadini, meglio essi sapranno difendere i loro diritti e difficilmente si lasceranno ingannare da coloro che vogliano soltanto sfruttarli.

Associazione delle famiglie per raccolta differenziata Rifiuti Itapirapuã

Diocesi di Goiás

Il progetto dell’associazione per la raccolta differenziata dei rifiuti è nato come esigenza di migliorare la situazione economica e lavorativa di alcune famiglie, facendo leva su risorse esistenti. Le famiglie che compongono l’associazione sono 10, per un totale di circa 60 persone. Oltre a generare lavoro e reddito (sufficiente a combattere la fame e la miseria), un obiettivo secondario della associazione è quello di sviluppare una coscienza ecologica nella comunità locale. Il comune di Itapirapuà ha donato il terreno e i macchinari necessari; l’associazione Modena Terzo Mondo ha, ad oggi, cominciato a costruire il capannone. Questo progetto è un modello per tanti comuni vicini.

Borse di studio Città di Goiás

Diocesi di Goiás

Nella città di Goiás e dintorni sono accampati numerosi contadini ‘sem terra’. I bambini delle famiglie di questi lavoratori rurali, a volte accampate anche lontano parecchi chilometri dai centri urbani, incontrano serie difficoltà a raggiungere la scuola e ad acquistare il materiale scolastico. È in questo ambito che Modena Terzo Mondo, sostenendo il progetto di scolarizzazione degli accampati attraverso borse di studio, aiuta i figli dei contadini a soddisfare il loro diritto all’istruzione: le borse di studio comprendono il costo del trasporto con autobus alla scuola pubblica, materiale scolastico (libri, quaderni, penne, ecc.) e le refezioni degli alunni.