Il 31 marzo il Brasile ha ricordato i cinquant’anni dal colpo di stato che nel 1964 ha portato al potere la giunta militare, che ha governato il paese per i successivi 21 anni. Durante la dittatura sono sparite forzatamente almeno cinquecento persone, gli oppositori politici sono stati torturati, incarcerati o costretti all’esilio.

Anche l’attuale presidente brasiliana Dilma Rousseff, che militava nell’opposizione verso la fine degli anni sessanta, fu arrestata e messa in carcere dal 1970 al 1972 e durante quel periodo fu torturata.

Durante le celebrazioni per l’anniversario del colpo di stato la presidente Rousseff ha detto: “Durante quegli anni abbiamo imparato il valore della democrazia, il valore della libertà e dell’indipendenza, del diritto di votare e di esprimerci liberamente”. “Ora noi dobbiamo ricordare quello che è successo in quegli anni e raccontarlo. Lo dobbiamo a tutti quelli che sono morti o che sono scomparsi”, ha aggiunto.

Continuate a leggere l’articolo preso da “Internazionale” e guardate la cronologia del colpo di stato, realizzata dalla tv pubblica brasiliana.