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Le lettere dei nostri amici e diari di viaggio |
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DAL DIARIO DELL’ESPERIENZA, FATTA ALLA SCUOLA POPOLARE DON ARRIGO BECCARI, CENTRO PASTORALE MINORI DI ITAPIRAPUA’ DI KATIA E ROBERTO
“(…)Stamattina Sara. , mentre i bambini facevano il bagno al fiume,mi ha raccontato la storia di Maria., una ragazzina di 14 anni che frequenta il Cepami, sveglia, spigliata, sembra già una piccola donna.E di fatto lo è, Maria di sera frequenta una strada di Itapirapuà in cui molte ragazzine della sua età o anche piu giovani si incontrano con uomini adulti in cambio di una maglietta o un paio di sandali o di pantaloni. Maria è figlia di due alcoolisti, ha una situazione famigliare difficile, è una delle tante adolescenti brasiliane che forse diventerà un giorno di questi una ragazza madre, madre-bambina di un figlio di padre ignoto, e la difficile situazione famigliare che ha vissuto e sta vivendo passerà in eredità a questa nuova giovane vita, e il circolo si farà sempre più vizioso e senza via d’uscita. Nel pomeriggio Maria, al Cepami, mi si è avvicinata e mi ha chiesto di fare una foto assieme a lei, che strana sensazione ho provato mettendo il mio braccio attorno al suo fianco guardando l’obiettivo!Mi ha detto di aver saputo che mi sono sposata da poco e mi ha fatto le congratulazioni!Chissà mai se lei, un giorno, riuscirà a costruire una famiglia modesta ma felice, affiatata, solida, chissà se riuscirà ad avere un futuro migliore del presente!Maria. mi ha fatto pensare tanto…Un paese può essere gioioso, vivace, può cantare, ballare e festeggiare come si fa qui in Brasile ma un paese in cui una bambina deve arrivare a questo per tirare avanti, per raccogliere due soldi, per vestirsi e mangiare, per sfuggire alla non speranza di una famiglia disgregata e povera è un paese che piange, che soffre, che lancia un messaggio, che punta un dito contro tante coscienze…Esistono diritti fondamentali, uno di questi, forse il più importante, è il diritto all’infanzia, un diritto che getta le basi del futuro di un paese e di un popolo oltre che del singolo individuo in primis e noi tutti, senza esclusioni, abbiamo il dovere e la responsabilità di lottare affinchè questo diritto venga garantito in ogni parte del mondo…. Nel pomeriggio ho acquistato al Cepami una bella collanina fatta a mano da Paulo., un ragazzino di 13 anni a cui io e Roberto ci siamo affezionati fin dai primi giorni qui, un bravo ragazzo, fratello maggiore di quattro bambini , simpatico, socievole, chiacchierone.Gli piace molto lavorare con la bigiotteria al Cepami, è di una precisione e una velocità incredibile…Ci ha detto di voler studiare, di voler diventare avvocato per difendere i diritti dei più deboli e indifesi…Che bello sentire un bambino parlare così,che nonostante la dura realtà che lo circonda e di cui, alla sua età e nella sua condizione di fratello maggiore è sicuramente già consapevole ha ancora il coraggio di sognare…Lo penserò spesso e lo penserò ogni volta che metterò la sua collanina… Stasera, dopo il Cepami, Anna ci ha accompagnati a visitare l’Assentamento, il campo in cui vivono i contadini che dopo essere stati per anni dei Sem Terra hanno finalmente ottenuto la terra!Era modesto ma accogliente, le abitazioni piccole e rudimentali, molto simili a quelle dell’accampamento dei Sem Terra che queste persone hanno lasciato tre mesi fa e al momento già occupato da nuovi disperati ,ma lo spirito della gente era diverso, felice, fiero, orgoglioso, loro ce l’hanno fatta!Siamo entrati in una capanna, la famiglia, gentilissima e grata per avergli fatto visita ci ha offerto il caffè e ci ha mostrato la suddivisione interna della “casa”, la camera dei bambini aveva le pareti rivestiti da teli neri in cui sono stati disegnati con la bomboletta spray fiori e coccinelle! E poi ho preso in braccio Luiz… Luiz è il primo bambino di questa comunità nato dopo l’ottenimento della terra, è nato tre mesi fa, pochi giorni dopo il trasferimento dei suoi genitori, che si chiedevano se questo figlio sarebbe nato sem terra o no, e lui è nato con la terra, è nato all’Assentamento, è nato dopo il coronamento di un sogno.Che emozione tenere in braccio questo bimbo!Quanta speranza riversata su di lui, lui che è nato nella SUA terra, chissà se avrà la possibilità, il coraggio e la fortuna di tenerla stretta, di andare avanti per fare un gradino in più rispetto a ciò che con tante lotte sono riusciti a fare ed ottenere i suoi genitori… Così oggi, ultimo giorno a Itapirapuà, denso di conoscenze ed emozioni, saluto il Brasile, e sono felice di salutarlo in questo modo.Il Brasile è ora per me un paese grande, pieno di contraddizioni e problemi, di ricchissimi e di poverissimi, di gente disordinata, caotica, lenta,di gente dignitosa, orgogliosa, fiera, di gente festosa e ospitale, di Sem Terra e nuovi piccoli proprietari di terra, di bimbi che giocano, cantano e studiano e di bimbi che si vendono per una maglietta o un piatto di riso, di ragazzi che sognano di diventare avvocato e altri che si perdono per strada a trafficare droga, di strade rosse e dissestate tra campagne immense e città affollate e poco raccomandabili, di bei palazzi e di favelas, di gioia e di paura, di sogni e di rimpianti, di Maria, di Paulo e di Luiz, di chi ha avuto e di chi ha da avere, di chi avrà e di chi forse non avrà mai,l’importante è che abbia il coraggio di sognare, che non perda mai questa importantissima, indispensabile risorsa, e se d’ora in poi qualcuno mi dicesse “Vorrei andare in Brasile” gli risponderi con le parole che disse Anna quando a Carpi, in Italia, tenne un incontro al Centro Missionario, “Porta in Brasile il tuo cuore…il resto lascialo a casa…non ti servirebbe”.
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